Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35929 del 05/07/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 35929 Anno 2018
Presidente: BONITO FRANCESCO MARIA SILVIO
Relatore: APRILE STEFANO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
MANGINI PASQUALE nato a MANFREDONIA il 06/01/1961

avverso la sentenza del 07/06/2017 della CORTE APPELLO di BARI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere STEFANO APRILE;

Data Udienza: 05/07/2018

RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO

La CORTE APPELLO di BARI, con sentenza in data 07/06/2017, confermava la condanna alla pena
ritenuta di giustizia pronunciata dal GIP TRIBUNALE di FOGGIA, in data 16/02/2010, nei confronti
di MANGINI PASQUALE in relazione al reato di cui all art. 9 LS n. 1423 del 1956.
Propone ricorso per cassazione l’imputato, deducendo il seguente motivo: violazione di legge e vizio
di motivazione con riferimento alla ritenuta responsabilità dell’imputato.

Il ricorso è inammissibile.
Il ricorso personale è inammissibile perché proposto in data successiva alla modifica dell’articolo

giugno 2017, n. 103, perché l’atto impugnato rientra ratione temporis sotto il vigore della nuova
disciplina che non contempla il ricorso personale, avuto riguardo alla data di proposizione
dell’impugnazione, deve concludersi che il ricorso ricade sotto la novella (si veda, in proposito, la
sentenza Sez. U, n. 8914 del 21/12/2017 dep. 2018, Aiello, Rv. 272010, paragrafo n. 11).
Alla inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali. Tenuto conto che si tratta di un ricorso proposto a ridosso della modifica normativa
dell’art. 613 cod. proc. pen., non si ravvisano motivi di colpa per la condanna al versamento di una
somma in favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Così deciso il 05/07/2018
Il Consigliere Estensore

613 cod. proc. pen.. È applicabile la modifica dell’art. 613 cod. proc. pen., introdotta dalla legge 23

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