Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35898 del 27/06/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 35898 Anno 2018
Presidente: CIAMPI FRANCESCO MARIA
Relatore: BRUNO MARIAROSARIA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
MARINACI SAMUELA BARBARA PENELOPE nato a NARDO’ il 24/01/1986

avverso la sentenza del 23/11/2017 della CORTE APPELLO di MILANO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere MARIAROSARIA BRUNO;

Data Udienza: 27/06/2018

Marinaci Samuela Barbara Penelope, a mezzo di difensore, ha proposto
ricorso per cassazione avverso la sentenza indicata in epigrafe, con la quale la
Corte di Appello di Milano, in parziale riforma della pronuncia del Tribunale di
Milano, ha rideterminato la pena inflitta all’imputata in quella di anni 1 mesi 2 di
reclusione ed euro 1400,00 di multa, per plurime cessioni di sostanza
stupefacente, riconosciuta la fattispecle di cui all’art. 73, comma quinto, d.P.R.
309/90.
La difesa deduce violazione di legge, assumendo che la Corte territoriale,
avendo individuato la pena base in misura superiore al minimo edittale, non ha
fornito adeguata motivazione.
Il ricorso è inammissibile.
Contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa, la Corte territoriale ha
fornito adeguata motivazione circa le ragioni della individuazione della pena base
In misura superiore al minimo, affermando che ci si trova al cospetto di
un’attività di vendita al dettaglio di stupefacente non occasionale.
Le censure mosse dalla ricorrente contrastano, dunque, con il testo del
provvedimento impugnato. Occorre, in proposito, ricordare che una specifica e
dettagliata motivazione in merito ai criteri seguiti dal giudice nella
determinazione della pena si richiede nel caso in cui la sanzione sia determinata
in misura prossima al massimo edittale o comunque superiore alla media,
risultando insindacabile, in quanto riservata al giudice di merito, la scelta
implicitamente basata sui criteri di cui all’art. 133 cod. pen. di irrogare una pena
in misura media o prossima al minimo edittale (Sez.4, n.27959 del 18/06/2013,
Pasquali, Rv.258356; Sez.2, n.28852 del 8/05/2013, Taurasi, Rv.256464; Sez.
4, n.21294 del 20/03/2013, Serratore, Rv.256197).
Quanto agli aumenti stabiliti a titolo di continuazione, in base ad
orientamento prevalente della Corte di legittimità, non sussiste obbligo di
specifica motivazione per ogni singolo aumento, essendo sufficiente indicare le
ragioni a sostegno della quantificazione della pena-base (così ex multis Sez. 2, n.
18944 del 22/03/2017, Rv. 270361).
Alla dichiarazione di inammissibilità segue la condanna delta ricorrente al
pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore
della Cassa delle Ammende.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di tremila euro alla Cassa delle
ammende.
Così deciso in data 27 giugno 2018

Motivi della decisione

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