Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35883 del 27/06/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 35883 Anno 2018
Presidente: CIAMPI FRANCESCO MARIA
Relatore: SERRAO EUGENIA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
SPADONCELLI MARCO nato a PESARO il 17/05/1954

avverso la sentenza del 03/06/2016 della CORTE APPELLO di ANCONA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere EUGENIA SERRA();

Data Udienza: 27/06/2018

Spadoncelli Marco ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza
della Corte di Appello di Ancona indicata in epigrafe, con la quale è stata
confermata la pronuncia di condanna del Tribunale di Pesaro in relazione al reato
di cui all’art.186, commi 2 lett.c) e 2-sexies, d. Igs. 30 aprile 1992, n.285
commesso in Montecchio di Lizzola in data 8 dicembre 2013.
L’esponente deduce errata applicazione dell’art.114 disp.att. cod.proc.pen. e
dell’art.186, comma 2-bis cod. strada; con un terzo motivo lamenta errata
applicazione dell’art.62 bis cod. pen. perché si sarebbe dovuto tenere conto
dell’incensuratezza dell’imputato e del rispetto delle regole in trent’anni di
attività di autotrasportatore.
Il ricorso è inammissibile.
Con riguardo ai primi due motivi di ricorso, lungi dal confrontarsi con la
congrua motivazione offerta dalla Corte territoriale in replica ad analoghe
deduzioni difensive, i motivi sono meramente reiterativi di esse.
Come costantemente affermato dalla Corte di legittimità (ex plurimis, Sez.6,
n.8700 del 21/01/2013, Leonardo, Rv. 254584), la funzione tipica
dell’impugnazione è quella della critica argomentata avverso il provvedimento cui
si riferisce. Tale critica argomentata si realizza attraverso la presentazione di
motivi che, a pena di inammissibilità (artt. 581 e 591 cod.proc.pen.), devono
indicare specificamente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sorreggono
ogni richiesta. Contenuto essenziale dell’atto di impugnazione è, pertanto,
innanzitutto e indefettibilmente il confronto puntuale (cioè con specifica
indicazione delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che fondano il
dissenso) con le argomentazioni del provvedimento il cui dispositivo si contesta.
Risulta pertanto di chiara evidenza che se il motivo di ricorso, come nel caso
in esame, si limita a reiterate il motivo d’appello, confrontandosi solo
apparentemente con la motivazione della sentenza impugnata mediante la
riproduzione di alcuni brani parcellizzati, per ciò solo si destina
all’inammissibilità, venendo meno in radice l’unica funzione per la quale è
previsto e ammesso (la critica argomentata al provvedimento), posto che con
siffatta mera riproduzione il provvedimento ora formalmente impugnato, lungi
dall’essere destinatario di specifica critica argomentata, è di fatto del tutto
ignorato.
Con riguardo al terzo motivo di ricorso, è appena il caso di considerare che,
in tema di valutazione dei vari elementi per la concessione delle attenuanti
generiche, ovvero in ordine al giudizio di comparazione e per quanto riguarda la
determinazione della pena ed i limiti del sindacato di legittimità su detti punti, la
giurisprudenza di questa Suprema Corte non solo ammette la cosiddetta
motivazione implicita (Sez. 6, n. 36382 del 04/07/2003, Dell’Anna, Rv.
22714201) o con formule sintetiche (tipo «si ritiene congrua», Sez. 4, n. 23679
del 23/04/2013, Viale, Rv. 25620101; Sez. 6, n. 9120 del 02/07/1998, Urrata,
Rv. 21158301), ma afferma anche che la ratio della disposizione di cui all’art.62
bis cod. pen. non impone al giudice di merito di esprimere una valutazione circa
ogni singola deduzione difensiva, essendo, invece, sufficiente l’indicazione degli
elementi di preponderante rilevanza ritenuti ostativi alla concessione delle
attenuanti, consistenti nel caso in esame nel significativo superamento del limite
minimo di soglia e nell’oggettiva gravità del reato resa manifesta dalla
produzione di un incidente in inoltrato orario notturno (Sez.2, n.3896 del
20/01/2016, De Cotiis, Rv. 26582601).
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso segue la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 2.000,00
in favore della Cassa delle Ammende.

2

Motivi della decisione

.0

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 2.000,00 in favore della Cassa delle
Ammende.
Così deciso il
giugno 2018

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