Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35872 del 27/06/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 35872 Anno 2018
Presidente: CIAMPI FRANCESCO MARIA
Relatore: BRUNO MARIAROSARIA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
MONALDI EMILIANO nato a ROMA il 28/02/1974

avverso la sentenza del 18/04/2017 della CORTE APPELLO di ROMA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere MARIAROSARIA BRUNO;

Data Udienza: 27/06/2018

Monaldi Emiliano, a mezzo del difensore, ha proposto ricorso per Cassazione
avverso la sentenza della Corte di appello di Roma indicata in epigrafe, che ha
confermato la pronuncia di condanna emessa dal Tribunale di Roma per il reato
di cui all’art.189, comma 1 e 7, cod. strada, commesso in Roma il 4/8/2009.
La difesa, nel primo motivo di ricorso lamenta che la motivazione resa dalla
Corte d’appello è soltanto apparente; che non sono state valutate in modo
corretto le risultanze processuali; che la persona offesa ed il teste escusso a
dibattimento hanno affermato che il Monaldi prestò soccorso. Nel secondo motivo
si duole del trattamento sanzionatorio affermando che la Corte territoriale
applicando una sanzione eccessiva, è incorsa nel vizio di inosservanza della legge
penale e carenza motivazionale.
Il ricorso è inammissibile in quanto i motivi di ricorso risultano
manifestamente infondati.
Esule dai poteri della Corte di Cassazione quello di una «rilettura» degli
elementi di fatto, posti a sostegno della decisione, il cui apprezzamento è
riservato in via esclusiva al giudice dì merito, senza che possa integrare il vizio di
legittimità la mera prospettazione di una diversa, e per il ricorrente più
adeguata, valutazione delle risultanze processuali (Sez. U, n. 6402 del
30/04/1997, Dessimone, Rv. 207945). E la Corte regolatrice ha rilevato che
anche dopo la modifica dell’art.606 lett. e) cod. proc. pen., per effetto della
legge 20 febbraio 2006 n. 46, resta immutata la natura del sindacato che la
Corte di Cassazione può esercitare sui vizi della motivazione, essendo rimasto
preclusa, per il giudice di legittimità, la pura e semplice rilettura degli elementi di
fatto posti a fondamento della decisione o l’autonoma adozione di nuovi e diversi
parametri di ricostruzione o valutazione dei fatti (Sez. 5, n. 17905 del
23/03/2006, Baratta, Rv. 234109). Pertanto, in sede di legittimità, non sono
consentite le censure che si risolvono nella prospettazione di una diversa
valutazione delle circostanze esaminate dal giudice di merito (ex multis Sez. 6,
n. 22445 del 08/05/2009, Candita, Rv.244181). Delineato nei superiori termini
l’orizzonte del presente scrutinio di legittimità, si osserva che il ricorrente invoca
una inammissibile considerazione alternativa del compendio probatorio ed una
rivisitazione dei potere discrezionale riservato al giudice di merito in punto di
valutazione della prova, senza confrontarsi con la dovuta specificità con l’iter
logico-giuridico seguito dal giudice dì merito per affermare la responsabilità
penale dell’imputato.
La Corte territoriale ha ampiamente motivato sulle ragioni dell’accertata
responsabilità del Monaldi, affermando che il teste Timi!’ e la persona offesa De
Angelis della cui attendibilità non vi era motivo di dubitare, hanno ambedue
riferito che il Monaldi dopo essersi fermato si è allontanato dal luogo
dell’incidente senza prestare soccorso al De Angelis.
Il ricorso che, in applicazione della nuova formulazione dell’art.606, comma
1, lett. e) cod.proc.pen. intenda far valere il vizio di «travisamento della prova»
(consistente nell’utilizzazione di un’informazione inesistente o nell’omissione
della valutazione di una prova, accomunate dalla necessità che il dato
probatorio, travisato od omesso, abbia il carattere della decisività nell’ambito
dell’apparato motivazionale sottoposto a critica) deve, inoltre, a pena di
inammissibffità (Sez. 6, n. 45036 del 02/12/2010, Damiano, Rv. 249035):
(a) identificare specificamente l’atto processuale sul quale fonda la
doglianza;
(b) individuare l’elemento fattuale o il dato probatorio che da tale atto
emerge e che risulta asserítamente incompatibile con la ricostruzione svolta nella
sentenza impugnata;
(c) dare la prova della verità dell’elemento fattuale o del dato probatorio
Invocato, nonché dell’effettiva esistenza dell’atto processuale su cui tale prova si
fonda tra i materiali probatori ritualmente acquisiti nel fascicolo del dibattimento;
2

Motivi della decisione

(d) indicare le ragioni per cui l’atto invocato asseritamente inficia e
compromette, in modo decisivo, la tenuta logica e l’intera coerenza della
motivazione, introducendo profili di radicale “incompatibilità” all’interno
dell’impianto argomentativo del provvedimento impugnato.
Valutato alla luce di tali principi, il ricorso non supera il vaglio di
ammissibilità ed ignora le argomentazioni svolte dalla Corte territoriale.
Quanto al trattamento sanzionatorio, la relativa doglianza, introdotta per la
prima volta innanzi a questa Corte, è inammissibile.
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso segue la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00
in favore della Cassa delle ammende.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di tremila euro alla Cassa delle
ammende.
Così deciso il 27 giugno 2018

P.Q.M.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA