Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35864 del 27/06/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 35864 Anno 2018
Presidente: CIAMPI FRANCESCO MARIA
Relatore: BRUNO MARIAROSARIA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOVELLINO MARIO nato a TARANTO il 07/05/1968

Lf.(cì.

avverso la sentenza del 18/09/2017 della CORTE APPELLO (SEZ.DIST. di TARANTO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere MARIAROSARIA BRUNO;

Data Udienza: 27/06/2018

Novellino Mario ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della
Corte di Appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto indicata in epigrafe, con
la quale è stata confermata la pronuncia di condanna emessa dal Tribunale di
Taranto in relazione al reato di cui agli artt. 81 cpv., 73, comma 1, cl,P.R.
309/90.
L’esponente deduce vizio di motivazione e violazione di legge con
riferimento agli aspetti riguardanti il diniego delle circostanze attenuanti
generiche e la determinazione della pena.
Il ricorso è inammissibile.
Si osserva che la decisione impugnata risulta sorretta da conferente
apparato argomentativo, che rispetta appieno la previsione normativa, per
quanto concerne la determinazione del trattamento sanzionatorio. E’ appena il
caso di considerare che in tema di valutazione dei vari elementi per la
concessione delle attenuanti generiche, ovvero in ordine al giudizio di
comparazione e per quanto riguarda la determinazione della pena ed i limiti del
sindacato di legittimità su detti punti, la giurisprudenza di questa Suprema Corte
non solo ammette la cosiddetta motivazione implicita (Sez. 6, n. 36382 dei
04/07/2003, Dell’Anna, Rv. 22714201) o con formule sintetiche (tipo «si ritiene
congrua», Sez. 4, n. 23679 del 23/04/2013, Viale, Rv. 25620101; Sez. 6, n.
9120 del 02/07/1998, limata, Rv. 21158301), ma afferma anche che la ratio
della disposizione di cui all’art.62 bis cod. pen. non impone al giudice di merito di
esprimere una valutazione circa ogni singola deduzione difensiva, essendo,
invece, sufficiente l’indicazione degli elementi di preponderante rilevanza ritenuti
ostativi alla concessione delle attenuanti, consistenti nel caso in esame nei
numerosi precedenti penali anche specifici da cui risulta gravato Il ricorrente.
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso riconducibile a colpa del
ricorrente (Corte Cost.sent.n.186/2000), segue la condanna dello stesso al
pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore delta
Cassa delle Ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di tremila euro alla Cassa delle
Ammende.
Così deciso il 27 giugno 2018

Motivi della decisione

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