Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35838 del 30/04/2015


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 35838 Anno 2015
Presidente: CORTESE ARTURO
Relatore: MAGI RAFFAELLO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
MIHAI VASILE N. IL 01/04/1981
avverso il decreto n. 2556/2014 TRIB. SORVEGLIANZA di TORINO,
del 16/05/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. RAFFAELLO MAGI;
lette/sentite le conclusioni del PG Dott.
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<, X,C(4O Uditi difensor Avv.; •••••• (2-ti 0-1 la 10 Data Udienza: 30/04/2015 IN FATTO E IN DIRITTO 1. Con decreto presidenziale emesso in data 16 maggio 2014 il Tribunale di Sorveglianza di Torino ha dichiarato inammissibile il reclamo proposto da Mihai Vasile, teso ad ottenere la maggior detrazione in tema di liberazione anticipata di cui all' art. 4 del d.l. 23.12.2013 n. 146. In motivazione si rappresenta che il Mihai è in espiazione pena per cumulo che comprende reato ostativo di cui all'art. 4 bis ord.pen. il che impedisce, in virtù delle modifiche apportate in sede di conversione del decreto-legge (con legge n. 2. Avverso detto decreto ha proposto ricorso per cassazione - con personale sottoscrizione - Mihai Vasile, deducendo violazione di legge. Nel ricorso si sostiene che essendo stata proposta l'istanza al Magistrato di Sorveglianza in un momento antecedente la vigenza della legge di conversione non poteva negarsi il particolare beneficio, trattandosi di domanda che andava valutata sulla base dei contenuti del decreto-legge non convertito. 3. Il ricorso è infondato e va pertanto rigettato. Questa Corte ha infatti già risolto, in recenti arresti, la questione in diritto sollevata nel ricorso, affermando in particolare che in tema di benefici penitenziari, la disposizione di cui all'art. 4 del D.L. 23 dicembre 2013, n. 146, non recepita dalla legge di conversione 21 febbraio 2014, n. 10, nella parte in cui prevede un trattamento più favorevole per il condannato per uno dei delitti previsti dall'art. 4 bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, in relazione ai - comportamenti pregressi alla sua pubblicazione, e consistente in una maggiore detrazione di pena ai fini della liberazione anticipata, non ha efficacia ultrattiva, neppure se apparentemente vigente al tempo della domanda di concessione del beneficio, sia perché alla materia in questione, in quanto estranea al diritto penale sostanziale non è applicabile il principio di irretroattività della legge più sfavorevole, sia perché, in generale, le regole attinenti al fenomeno della successione di leggi nel tempo non si attagliano alla vicenda relativa alla sorte delle disposizioni di decreti-legge non recepite nella legge di conversione (Sez. I n. 34073 del 27.6.2014, rv 260848). Tale orientamento, che il Collegio condivide e fa proprio, risulta peraltro in linea con la riconosciuta natura giuridica delle norme che regolano la fase della esecuzione della pena, non assimilabili a quelle concernenti la configurazione del reato e la irrogazione della pena (Sez. U. n. 24561 del 30.5.2006, rv 233976) e pertanto soggette al generale principio tempus regit actum . MENO 10 del 21.2.2014) la concessione del particolare beneficio. P1 La condizione esposta nel ricorso - con istanza formulata dopo l'emanazione del decreto legge e sulla base della originaria formulazione della norma - non consente pertanto di ritenere applicabile il contenuto della norma non convertita, il che conduce - data la non contestata ricorrenza della previsione ostativa di cui all'art. 4 bis ord.pen. - al rigetto del ricorso. Al rigetto del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali. Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Così deciso il 30 aprile 2015 Il Consigliere estensore P.Q.M.

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