Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35837 del 30/04/2015


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 35837 Anno 2015
Presidente: CORTESE ARTURO
Relatore: MAGI RAFFAELLO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
FEGA ADMIR N. IL 17/02/1982
avverso il decreto n. 2795/2014 TRIB. SORVEGLIANZA di TORINO,
del 19/05/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. RAFFAELLO MAGI;
lette/sentite le conclusioni del PG Dott. e s2,0.2,0 (.4.1tAitv fic t,.
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Data Udienza: 30/04/2015

IN FATTO E IN DIRITTO
1. Con decreto presidenziale emesso in data 19 maggio 2014 il Tribunale di
Sorveglianza di Torino ha dichiarato inammissibile il reclamo proposto da Fega
Admir, teso ad ottenere la maggior detrazione in tema di liberazione anticipata
di cui alli art. 4 del d.l. 23.12.2013 n. 146.
In motivazione si rappresenta che il Fega è in espiazione pena per cumulo che
comprende reato ostativo di cui all’art. 4 bis ord.pen. il che impedisce, in virtù
delle modifiche apportate in sede di conversione del decreto-legge (con legge n.

2. Avverso detto decreto ha proposto ricorso per cassazione – con personale
sottoscrizione – Fega Admir, deducendo violazione di legge.
Nel ricorso si sostiene che essendo stata proposta l’istanza al Magistrato di
Sorveglianza in un momento antecedente la vigenza della legge di conversione
non poteva negarsi il particolare beneficio, trattandosi di domanda che andava
valutata sulla base dei contenuti del decreto-legge non convertito.

3. Il ricorso è infondato e va pertanto rigettato.
Questa Corte ha infatti già risolto, in recenti arresti, la questione in diritto
sollevata nel ricorso, affermando in particolare che in tema di benefici
penitenziari, la disposizione di cui all’art. 4 del D.L. 23 dicembre 2013, n. 146,
non recepita dalla legge di conversione 21 febbraio 2014, n. 10, nella parte in cui
prevede un trattamento più favorevole per il condannato per uno dei delitti
previsti dall’art. 4-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, in relazione ai
comportamenti pregressi alla sua pubblicazione, e consistente in una maggiore
detrazione di pena ai fini della liberazione anticipata, non ha efficacia ultrattiva,
neppure se apparentemente vigente al tempo della domanda di concessione del
beneficio, sia perché alla materia in questione, in quanto estranea al diritto
penale sostanziale non è applicabile il principio di irretroattività della legge più
sfavorevole, sia perché, in generale, le regole attinenti al fenomeno della
successione di leggi nel tempo non si attagliano alla vicenda relativa alla sorte
delle disposizioni di decreti-legge non recepite nella legge di conversione (Sez. I
n. 34073 del 27.6.2014, rv 260848).
Tale orientamento, che il Collegio condivide e fa proprio, risulta peraltro in linea
con la riconosciuta natura giuridica delle norme che regolano la fase della
esecuzione della pena, non assimilabili a quelle concernenti la configurazione del
reato e la irrogazione della pena (Sez. U. n. 24561 del 30.5.2006, rv 233976) e
pertanto soggette al generale principio tempus regit actum .

10 del 21.2.2014) la concessione del particolare beneficio.

La condizione esposta nel ricorso – con istanza formulata dopo l’emanazione del
decreto legge e sulla base della originaria formulazione della norma – non
consente pertanto di ritenere applicabile il contenuto della norma non convertita,
il che conduce – data la non contestata ricorrenza della previsione ostativa di cui
all’art. 4 bis ord.pen. – al rigetto del ricorso.
Al rigetto del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle
spese processuali.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Così deciso il 30 aprile 2015

Il Consigliere estensore

P.Q.M.

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