Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35835 del 30/04/2015


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 35835 Anno 2015
Presidente: CORTESE ARTURO
Relatore: LA POSTA LUCIA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
GRECO DONATO N. IL 23/11/1971
avverso l’ordinanza n. 1113/2013 TRIB. SORVEGLIANZA di LECCE,
del 03/06/2014
sentita la re azione fatta dal Consigliere Dott. LUCIA LA POSTA;
lette/se e le conclusioni del PG Dott. ‘.
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Data Udienza: 30/04/2015

RITENUTO IN FATTO

1. Con ordinanza in data 3.6.2014 il Tribunale di sorveglianza di Lecce
rigettava l’istanza avanzata, ai sensi dell’art. 50 Ord. Pen., da Donato Greco in
espiazione della pena di anni ventidue di reclusione per il reato di omicidio
volontario e fine pena fissato al 19.9.2019.
~mal tribunale, premesso che il condannato – gravato anche da
numerosi precedenti penali, ha ritenuto che, pur tenuto conto dei dati positivi

informazioni di polizia che escludono elementi dai quali trarre attuali
collegamenti con la criminalità organizzata, dalla missiva sequestrata al Greco in
carcere il 13.8.2012 emergeuna condotta del predetto di protezione nei
confronti di due detenuti che tenevano un comportamento prevaricatore
all’interno del carcere che denota, diversamente dalla giustificazione fornita del
condannato ed indipendentemente dalla intervenuta assoluzione dai fatti di
rilievo penale, la vicinanza ad organizzazioni criminali che, quanto meno,
contraddice i progressi dell’opera di rieducazione cui è finalizzato il trattamento
OitAarr,
penitenziario con conseguente esclusionevdi formulare una prognosi favorevole
con riferimento alla misura alternativa alla detenzione richiesta.

2. Avverso detta ordinanza proponeva ricorso per cassazione il condannato,
a mezzo del difensore di fiducia, denunciando la violazione di legge ed il vizio di
motivazione dell’ordinanza impugnata.
Lamenta che il tribunale, nonostante la pluralità di elementi favorevoli, ha
valorizzato eccessivamente il contenuto della missiva che due anni prima il
condannato aveva inviato in carcere a Campana Antonio e contesta la
interpretazione del contenuto della stessa dalla quale il tribunale ha tratto
circostanze – quali l’affidamento di due detenuti – inesistenti.
Censura la motivazione dell’ordinanza laddove argomenta in ordine alla
esistenza di stabile collegamento con la criminalità organizzata e rileva come la
valutazione negativa contrasti con quella del magistrato di sorveglianza che
aveva concesso al detenuto di fruire di permessi premio e riconosciuto la
liberazione anticipata anche successivamente al sequestro della suddetta
missiva.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso non è fondato e, pertanto, deve essere rigettato.

2

contenuti nella relazione di sintesi, della concreta prospettiva lavorativa e delle

La concessione delle misure alternative alla detenzione implica un giudizio
prognostico attinente alla rieducazione, al recupero e al reinserimento sociale del
condannato e alla prevenzione del pericolo di reiterazione di reati.
Tenuto conto dell’effettiva ed ampia portata precettiva della funzione
rieducativa della pena, la concedibilità o meno delle misure alternative alla
detenzione postula la valutazione, in concreto, delle specifiche condizioni che
connotano la posizione individuale del singolo condannato e delle diverse
opportunità offerte da ciascuna misura secondo il criterio della progressività

motivazione del provvedimento connotata dei requisiti minimi di coerenza,
completezza e di logicità sui quali può intervenire il sindacato di legittimità.
Osserva il Collegio che il tribunale ha fatto corretta applicazione dei predetti
principi dando atto del convincimento al quale è pervenuto con motivazione
immune dai denunciati vizi. Invero, dal tessuto motivazionale dell’ordinanza
impugnata – come sintetizzata in premessa – si evincono le argomentazioni che il
tribunale di sorveglianza ha posto a fondamento del diniego della misura
alternativa della semilibertà ( ancorate a circostanze di fatto acquisite nel
procedimento. A fronte di ciò il ricorrente censura la interpretazione del
contenuto della missiva in esame

che non allega al ricorso e chiede una
t
rivalutazione degli elementi acquisiti che non è consentita al giudice di

legittimità.
La avvenuta concessione al condannato di benefici come i permessi premio e
la liberazione anticipata sono coerenti con il principio di gradualità innanzi
richiamato.
Al rigetto del ricorso consegue di diritto la condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali.

Così deciso, il 30 aprile 2015.

trattamentale. Detta valutazione deve, all’evidenza, essere rappresentata nella

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