Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35811 del 18/06/2018


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 35811 Anno 2018
Presidente: BRUNO PAOLO ANTONIO
Relatore: AMATORE ROBERTO

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE TRIBUNALE DI LARINO
nel procedimento a carico di:
MENICHELLA DONATO VINCENZO nato a SAN SEVERO il 05/04/1965
inoltre:
NWABUNNWANNE VICTORIA

avverso la sentenza del 10/07/2017 del GIUDICE DI PACE di LARINO
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere ROBERTO AMATORE;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore ANTONIETTA PICARDI
che ha concluso chiedendo
Il Proc. Gen. conclude per l’annullamento con rinvio
udito il difensore
il difensore presente si riporta alla memoria pervenuta in cancelleria il 4.6.2018.
Deposita altresì memoria, conclusioni scritte e nota spese per la parte civile, con
decreto di ammissione al gratuito patrocinio.

Data Udienza: 18/06/2018

RITENUTO IN FATTO
1.Con la sentenza impugnata il Giudice di Pace di Larino ha assolto il predetto imputato dal
reato di cui all’art. 594 cod. pen. perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato e,
concesse le attenuanti generiche, lo ha condannato alla pena di giustizia per i residui reati di
cui agli artt. 582 e 612 cod. pen..
Avverso la predetta sentenza ricorre il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di
Larino, affidando la sua impugnativa ad una unica ragione di doglianza.

comunque, alle norme che stabiliscono l’entità della pena sulla base del principio del cumulo
materiale.
Denunzia la parte ricorrente che dalla motivazione impugnata non era dato comprendere se
fosse stato applicato l’istituto della continuazione ovvero del cumulo materiale e non si
comprendeva neanche quale fosse il reato considerato per la determinazione della pena base
tra quello di minaccia e quello di lesioni, con l’ulteriore conseguenza di una erronea
applicazione della diminuente per le generiche in relazione ad entrambi i reati oggetto di
contestazione.
1.2 Con memoria depositata in data 21 agosto 2017 la parte civile chiedeva il rigetto del
ricorso ovvero, in via subordinata, la rideterminazione della pena da parte della Corte di
Cassazione.

CONSIDERATO IN DIRITTO
2. Il ricorso è fondato.
Si assiste ad una motivazione, in punto di dosimetria della pena, che non indica in alcun modo
quale sia il reato base considerato ai fini dell’applicazione della continuazione e quale sia il
reato satellite (le due fattispecie in contestazione sono quelle di cui agli artt. 612 e 582 cod.
pen.), con la inevitabile conseguenza di una illegittima determinazione di una pena cumulativa
cui viene invero applicata un’altrettanto illegittima riduzione per le concesse attenuanti
generiche ad entrambi le fattispecie di reato.
Si impone pertanto l’annullamento della sentenza impugnata limitatamente al trattamento
sanzionatorio con rinvio per un nuovo esame sul punto.
Le richieste avanzata dalla costituita parte civile sono invece irricevibili stante la mancanza di
interesse ad interloquire in ordine alla determinazione della pena.

P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio con rinvio per nuovo
esame sul punto al Giudice di Pace di Larino.
Così deciso in Roma, il 18.6.2018

1.1 Denunzia il P.M. ricorrente violazione di legge in relazione all’art. 81 cod. pen. e,

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