Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35810 del 18/06/2018


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 35810 Anno 2018
Presidente: BRUNO PAOLO ANTONIO
Relatore: AMATORE ROBERTO

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
PROCURATORE GENERALE PRESSO CORTE D’APPELLO DI L’AQUILA
PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE TRIBUNALE DI CHIETI
nel procedimento a carico di:
GALLIANI SILVIO nato a CHIETI il 06/06/1942
inoltre:
IEZZI EMANUELE

avverso la sentenza del 05/10/2016 del TRIBUNALE di CHIETI
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere ROBERTO AMATORE;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore ANTONIETTA PICARDI
che ha concluso chiedendo

Il Proc. Gen. conclude per l’annullamento senza rinvio, con tramissione atti al gup di
CHIETI
udito il difensore
Il difensore presente conclude per il rigetto

Data Udienza: 18/06/2018

RITENUTO IN FATTO
1.Con la sentenza impugnata il Tribunale di Chieti ha assolto il predetto imputato dal reato di
cui all’art. 490 cod. pen. perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato.
Avverso la predetta sentenza ricorrono sia il Procuratore della Repubblica di Chieti che il
Procuratore Generale presso la Core di Appello di L’Aquila, affidando la loro impugnativa ad un
unico motivo di doglianza.
1.1 Denunziano i ricorrenti violazione di legge in relazione all’art. 490 cod. pen., sostenendo

deposito delle fatture come allegati al ricorso per decreto ingiuntivo) – quest’ultime non
potessero essere considerate come mere scritture private ma condividessero la natura di atti
fidefacenti in forza della certificazione del pubblico ufficiale con la conseguente persistenza
della rilevanza penale della condotta anche ai sensi del novellato art. 490 cod. pen. e,
comunque, ai sensi dell’art. 351, medesimo codice.

CONSIDERATO IN DIRITTO
2. Il ricorso è fondato.
È condivisibile la tesi perorata da parte del P.M. ricorrente, atteso che – in virtù della
certificazione del cancelliere (il quale aveva attestato il deposito delle fatture come allegati al
ricorso per decreto ingiuntivo) – quest’ultime non possono certo essere considerate come mere
scritture private ma condividono la natura di atti fidefacenti proprio in forza della certificazione
del pubblico ufficiale con la conseguente persistenza della rilevanza penale della condotta
anche ai sensi del novellato art. 490 cod. pen..

P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata senza rinvio e dispone trasmettersi gli atti al Tribunale di Chieti
per il giudizio.
Così deciso in Roma, il 18.6.2018

che – in virtù della certificazione del cancelliere (il quale aveva doverosamente attestato il

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