Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35803 del 23/06/2015


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 35803 Anno 2015
Presidente: IPPOLITO FRANCESCO
Relatore: CARCANO DOMENICO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
SANTARSIERE UMBERTO N. IL 16/10/1937
nei confronti di:
GUERRA MATTEO N. IL 09/07/1973
avverso la sentenza n. 3455/2013 GIUDICE UDIENZA
PRELIMINARE di TRANI, del 29/09/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. DOMENICO
CARCANO;
lette/sentite le conclusioni del PG Dott.

g4,ot,

o

UditoiNifensoreAvv.; L v

V R 6-c)

Data Udienza: 23/06/2015

Ritenuto in fatto
1.11 difensore di fiducia della parte civile costituita, Umberto Santarsiere, propone
ricorso contro la sentenza con la quale, all’esito dell’udienza preliminare, è stato dichiarato non
luogo a procedere nei confronti di Matteo Guerra, imputato di falsa testimonianza, perché il
fatto non sussiste.

2.1. Il ricorrente deduce l’inosservanza di legge ed erronea applicazione di legge, in
particolare là dove la sentenza impugnata rileva la non pertinenza delle dichiarazioni rese da

3. Il difensore di Matteo Guerra ha presentato memoria con la quale tra l’altro eccepisce
la tardività del ricorso, nonché la carenza di legittimazione della parte civile non sia anche
persona offesa.
Considerato in diritto
1.Contro la sentenza di non luogo a procedere può proporre ricorso per cassazione ex
art. 606 c.p.p. “la persona offesa costituita parte civile”, come previsto dall’art. 428, comma 2,
c.p.p.. Ne consegue che la persona danneggiata che non sia anche persona offesa, pur se
costituita parte civile, non è legittimata a proporre ricorso per cassazione contro la sentenza di
non luogo a procedere, essendo tale impugnazione destinata alla tutela esclusiva degli
interessi penalistici della persona offesa.
Orbene, secondo la consolidata giurisprudenza di questa Corte, nei delitti contro
l’amministrazione della giustizia, persona offesa del reato è lo Stato, a cui può aggiungersi
un’altra vittima, quando nella struttura della fattispecie astratta vi sia anche la descrizione
dell’aggressione alla sfera giuridica di questa, la cui posizione viene così a differenziarsi da
quella di qualsiasi ulteriore danneggiato. Ciò non avviene però nella falsa testimonianza, di cui
all’art.372 c.p., che solo eventualmente può danneggiare le situazioni giuridiche di una serie
indefinita di persone, non contemplate nella descrizione normativa (Sez. VI, 15 maggio 1991,
dep. 13 giugno 1991, n. 6670; Sez. VI, 21 gennaio 1998, dep. 17 febbraio 1998, n. 223; Sez.
VI, 5 aprile 2011, dep. 14 arile 2011, n. 15200; Sez. VI, 22 novembre 2012, dep. 25 febbraio
2013, n. 9085.).

2. Il ricorso è, dunque, inammissibile giacché Umberto Santarsiere non è parte offesa
del delitto di falsa testimonianza e, a norma dell’art.616 c.p.p., il ricorrente va condannato,
oltre che al pagamento delle spese processuali e a versare una somma, che si ritiene equo
determinare in euro 1.000,00 in favore della cassa delle ammende, non ricorrendo le
condizioni richieste dalla sentenza della Corte costituzionale 13 giugno 2000, n.186.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e a quello di € 1000,00 in favore della cassa delle ammende.
Così

in Ro
igliere esten

3 giugno 2015.
Pr,srnte

Matteo Guerra nel processo civile.

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