Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35717 del 09/06/2015


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 35717 Anno 2015
Presidente: LAPALORCIA GRAZIA
Relatore: ZAZA CARLO

SENTENZA

sul ricorso proposto da
Brocca Paola Maria, nata a Milano il 17/01/1966

avverso la sentenza del 17/01/2014 del Tribunale di Viterbo

visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere Carlo Zaza;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale
Giuseppe Corasaniti, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso;
udito per la parte civile l’avv. Pasquale Longo, che ha concluso per
l’inammissibilità o il rigetto del ricorso, depositando nota spese;

RITENUTO IN FATTO

Con la sentenza impugnata, in riforma della sentenza del Giudice di pace di
Viterbo del 12/02/2013, appellata dal pubblico ministero e dalla parte civile, con
1

Data Udienza: 09/06/2015

la quale Paola Maria Brocca era ritenuta responsabile dei reati di cui agli artt.
594 e 612 cod. pen. commessi in Tuscania il 06/03/2010 in danno di Alessandra
Corradini ed invece assolta dall’imputazione del reato di cui all’art. 582,
contestato come commesso nella stessa occasione in danno della Corradini, la
responsabilità della Brocca era affermata anche per il reato di lesioni,
segnatamente per aver cagionato alla Corradini trauma al quarto dito della mano
sinistra, e l’imputata era condannata alla pena di C 1.000 di multa, oltre al
risarcimento dei danni in favore della parte civile.

sull’affermazione di responsabilità per il reato di lesioni; non sarebbe stata
indicata la specifica azione che avrebbe determinato l’evento lesivo;
l’affermazione della sentenza impugnata sulla sussistenza del rapporto causale
fra l’evento e l’aggressione complessivamente posta in essere dall’imputata
sarebbe illogica in presenza della possibilità di ricondurre l’evento alla manovra
della Corradini di aprire lo sportello dell’autovettura della Brocca, prima dell’inizio
della lite, ovvero ad un atto maldestro delle persone che intervenivano per
separare le due contendenti.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è inammissibile.
Le censure della ricorrente sono generiche nel momento in cui il presupposto
logico della deduzione dei vizi lamentati, ossia la possibilità che l’evento lesivo
sia stato prodotto da fattori causali diversi dalla condotta aggressiva
dell’imputata, veniva esaminato dal Tribunale ed escluso in base alla
ricostruzione dell’intera vicenda sulla scorta delle risultanze testimoniali; dalle
quali si concludeva che la Brocca colpiva con calci l’autovettura della Corradini,
apriva lo sportello della stessa, trascinava la Corradini fuori dal veicolo e la
spingeva contro lo sportello fino a che altre persone presenti intervenivano per
separare le due donne, e nell’immediatezza di ciò la Corradini avvertiva dolore
alla mano, tanto escludendo che le lesioni refertate in quella parte del corpo
potessero trovare origine diversa dall’aggressione della Brocca o da tentativi
della Corradini di difendersi dalla stessa. Meramente ipotetiche, oltre che
attinenti a valutazioni di merito non consentite in questa sede, sono le
considerazioni della ricorrente sulla riconducibilità delle lesioni all’azione dei
soccorritori; ed è a questo punto manifestamente infondata la doglianza di
carenza motivazionale sull’individuazione dello specifico atto che avrebbe
prodotto le lesioni stesse, laddove tale atto non poteva che trovare collocazione,
2

L’imputata ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione

secondo la prospettazione dei giudici di merito, nell’azione aggressiva
dell’imputata.
Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso segue la condanna della
ricorrente al pagamento delle spese processuali, di una somma in favore della
Cassa delle Ammende che, valutata l’entità della vicenda processuale, appare
equo determinare in C 1.000, e delle spese sostenute nel grado dalla parte civile,
che in considerazione dell’impegno processuale si liquidano in C 1.500 oltre

P. Q. M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di C 1.000,00 in favore della Cassa delle
Ammende, nonché alla rifusione delle spese sostenute nel grado dalla parte
civile, che liquida in complessivi C 1.500 oltre accessori di legge.
Così deciso il 09/06/2015

accessori di legge.

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