Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35710 del 05/07/2018


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Penale Ord. Sez. 4 Num. 35710 Anno 2018
Presidente: FUMU GIACOMO
Relatore: PEZZELLA VINCENZO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COLOMBO CHIARA nato a ROVERETO il 24/06/1987

avverso la sentenza del 08/02/2018 del GIP TRIBUNALE di UDINE
udita la relazione svolta dal Consigliere VINCENZO PEZZELLA;

Data Udienza: 05/07/2018

N. 20401/2018

R.G.

RITENUTO IN FATTO e CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Chiara Colombo ricorre, a mezzo del proprio difensore, avverso la sentenza indicata in epigrafe, con la quale gli è stata applicata la pena richiesta ai
sensi degli artt. 444 e ss. cod. proc. pen. deducendo violazione di legge, sostanziale e processuale, e vizio motivazionale in relazione alla mancata pronuncia di
una sentenza di proscioglimento ex art. 129 cod. proc. pen.

2. Il ricorso è palesemente inammissibile per cause che possono dichiararsi
senza formalità ai sensi dell’art. 610 comma 5bis cod. proc. pen. introdotto
dall’art. 1, comma 62, della legge 23.6.2017 n. 103, a decorrere dal 3 agosto
2017.
In primo luogo, trattasi di ricorso tardivo in quanto l’imputata risultava detenuta per altra causa e rinunciante a comparire, quindi era rappresentata dal
proprio difensore, all’udienza dell’8/2/2018, data in cui veniva anche depositata
la contestuiale motivazione della sentenza e da cui pertanto decorreva il termine
per l’impugnazione di quindici giorni ex art. 585 co. 1 lett. a) cod. proc. pen. ,
ampiamente scaduto il 22/3/2018 allorquando è stato presentato il ricorso.
Peraltro, il ricorso in questione sarebbe stato comunque inammissibile, in
quanto, a far tempo dal ricordato 3/8/2017, successivi alla quale sono sia la richiesta di patteggiamento che la relativa impugnativa (cfr. art. 1, co. 51, della I.
23.6.2017 n. 103) il pubblico ministero e l’imputato possono proporre ricorso per
cassazione contro la sentenza di applicazione della pena ex artt. 444 e ss. cod.
proc. pen. “solo per motivi attinenti all’espressione della volontà dell’imputato ,
al difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza , all’erronea qualificazione
giuridica del fatto e all’illegalità della pena e della misura di sicurezza”.
Non rientra più, pertanto, tra i motivi di ricorribilità per cassazione quello come avvenuto nel caso che ci occupa- attinente la mancata pronuncia di una
sentenza di proscioglimento ex art. 129 cod. proc. pen.

3. A norma dell’art. 616 cod. proc. pen, non ravvisandosi assenza di colpa
nella determinazione della causa di inammissibilità (Corte Cost. sent. n. 186 del
13.6.2000), alla condanna di parte ricorrente al pagamento delle spese del procedimento consegue quella al pagamento della sanzione pecuniaria nella misura
indicata in dispositivo.

2

Chiede, pertanto, annullarsi la sentenza impugnata.

0

N. 20401/2018

R.G.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro quattromila in favore della cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 5 luglio 2018
nsiglieretensore
ncenzo

ell

Il Presidente
Giac o Fumu

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