Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35704 del 06/06/2018


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Penale Ord. Sez. 4 Num. 35704 Anno 2018
Presidente: FUMU GIACOMO
Relatore: PICARDI FRANCESCA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
CETERA PIETRO nato a TARANTO il 01/05/1968

avverso la sentenza del 29/01/2018 della CORTE APPELLO SEZ.DIST. di TARANTO
udita la relazione svolta dal Consigliere FRANCESCA PICARDI;
lette/sentite le conclusioni del PG SIMONE PERELLI

Data Udienza: 06/06/2018

RITENUTO IN FATTO
1.Pietro Cetera ha proposto tempestivamente ricorso per cassazione, a mezzo del proprio
difensore, avverso la sentenza ex art. 599-bis cod.proc.pen. della Corte di Appello di Taranto,
che, in riforma della sentenza di primo grado, gli ha applicato la pena di anni uno e mesi sei di
reclusione ed euro 2000 di multa per il reato di cui agli artt. 81 cod.pen. e 73, comma 5, d.P.R.
n. 309 del 1990 (20 dicembre 2012), lamentando la carenza o manifesta illogicità di
motivazione in ordine alla responsabilità penale dell’imputato ed al suo mancato

RITENUTO IN DIRITTO
1.11 ricorso non può trovare accoglimento, avendo il ricorrente rinunciato in appello a tutti i
motivi proposti concernenti la sua responsabilità penale. La rinuncia parziale
ai motivi d’appello determina il passaggio in giudicato della sentenza gravata limitatamente ai
capi oggetto di rinuncia, di talché è inammissibile il ricorso per cassazione con il quale si
propongono censure attinenti ai motivi d’appello rinunciati e non possono essere rilevate
d’ufficio le questioni relative ai medesimi motivi. (Nella fattispecie gli imputati
avevano rinunciato ai motivi di appello concernenti la responsabilità penale e la Sez. 4, n. 9857
del 12/02/2015 ud., dep. 06/03/2015, rv. 262448 ha dichiarato di poter esaminare i
soli motivi di ricorso riguardanti il trattamento sanzionatorio).
2. Il ricorso deve pertanto essere dichiarato inammissibile, con conseguente condanna della
ricorrente al pagamento delle spese del procedimento, nonché -non ravvisandosi motivi di
esonero (cfr. Corte costituzionale sentenza n. 186 del 2000) – al pagamento a favore della
Cassa delle ammende di una somma che si stima equo determinare in euro quattromila.

PQM
dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di euro quattromila in favore della cassa delle ammende.

Così deciso in Roma il 6 giugno 2018
Il Consigliere estensore

Il Presidente

proscioglimento d’ufficio ex art. 129 cod.proc.pen.

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