Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 357 del 16/12/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 357 Anno 2016
Presidente: PALLA STEFANO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
ORIGLIA ALFONSO N. IL 26/03/1964
DI LORENZO SARA N. IL 02/07/1975
avverso la sentenza n. 3029/2009 CORTE APPELLO di TORINO, del
06/11/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 16/12/2015

Origlia Alfonso e Di Lorenzo Sara ricorrono avverso la sentenza 6.11.14 della Corte di appello di
Torino che ha confermato quella in data 2.12.08 del Tribunale di Cuneo, emessa a seguito di
giudizio abbreviato, con la quale sono stati condannati, per i reati di concorso in furto
pluriaggravato (capo A) e ricettazione in concorso (capo B), unificati ex art.81 cpv. c.p. e concesse
ad entrambi attenuanti generiche nonché, quanto al reato sub A), anche quella di cui all’art.62 n.4

mesi otto di reclusione ciascuno.
Deducono i ricorrenti, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, con il primo motivo,
violazione dell’art.606, comma 1, lett. e) c.p.p., per avere i giudici di merito illogicamente negato le
invocate attenuanti generiche, con il criterio della prevalenza, non escludendo la recidiva con un
mero richiamo ai precedenti penali dell’imputato, motivazione che non consentiva .
Osserva la Corte che i ricorsi devono essere dichiarati inammissibili, perché manifestamente
infondati, avendo i giudici territoriali, con motivazione congrua ed immune da profili di illogicità o
contraddittorietà, legittimamente negato agli odierni ricorrenti le invocate attenuanti generiche, con
il criterio della prevalenza, facendo corretta applicazione dei criteri di cui all’art.133 c.p.,
evidenziando, nel ritenere la congruità del trattamento sanzionatorio determinato dal tribunale e
l’impossibilità di escludere la contestata recidiva, in particolare la negativa personalità dei due
imputati, soggetti già gravati da numerose condanne per reati contro il patrimonio, trattandosi di
parametro applicabile anche ai fini di cui all’art.62-bis c.p. e senza che la difesa abbia peraltro
prospettato al riguardo, in questa sede, concreti elementi di segno positivo non considerati dai
giudici di merito anche ai fini di poter escludere la contestata recidiva.
Alla inammissibilità dei ricorsi segue la condanna di ciascun ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€1.000,00.

c.p., con il criterio della equivalenza anche rispetto alla contestata recidiva, alla pena di anni uno,

P.Q.M.
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento ciascuno delle spese
processuali e della somma di € 1.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Roma, 16 dicembre 2015

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