Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35663 del 27/06/2018


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Penale Ord. Sez. 2 Num. 35663 Anno 2018
Presidente: DIOTALLEVI GIOVANNI
Relatore: DI PISA FABIO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
VIANELLO ANDREA nato a VENEZIA il 01/06/1965

avverso l’ordinanza del 17/01/2018 del GIP TRIBUNALE di REGGIO CALABRIA
udita la relazione svolta dal Consigliere FABIO DI PISA

FATTO E DIRITTO

1. I difensori di VIANELLO Andrea hanno proposto innanzi al Giudice per l’ udienza preliminare
del Tribunale di Reggio Calabria “richiesta di procedimento di esecuzione ex artt. 666,670 cod.
proc. pen.” finalizzata alla declaratoria di inefficacia dell’ ordinanza di ammissione del giudizio
abbreviato nei confronti di VIANELLO Andrea, con adozione dei provvedimenti consequenziali
nonché alla acquisizione delle fono registrazioni del collaboratore di giustizia Gennaro Mario,
con contestuale restituzione in termine per la presentazione di richiesta di giudizio abbreviato.
1.1. Il Giudice per l’ udienza preliminare del Tribunale di Reggio Calabria con provvedimento in
data 17/01/2018 ha disposto “non luogo a provvedere avendo già emesso sentenza.

2. Contro detto provvedimento propongono ricorso per Cassazione i difensori di VIANELLO
Andrea deducendo mancanza ed illogicità della motivazione nonché violazione di legge
processuale in relazione all’ art. 125 del codice di rito.
Lamentano che il giudice aveva adottato un provvedimento “ambiguo e criptico” eludendo il
proprio dovere di adeguata motivazione rispetto alle deduzioni ed allegazioni contenute nella
richiesta di procedimento di esecuzione.
1

Data Udienza: 27/06/2018

3. Il ricorso deve essere trattato secondo il procedimento «de plano», ai sensi dell’art. 610,
comma 5-bis, cod. proc. pen. — come modificato dalla legge n. 103 del 2017 —, trattandosi,
alli evidenza, di impugnazione proposta contro un Ot provvedimento non impugnabile, peraltro
correttamente adottato in ragione dell’ intervenuta definizione del giudizio abbreviato nei
confronti del predetto ricorrente.
4. Per le considerazioni esposte, dunque, il ricorso devono essere dichiarato inammissibile. Alla
declaratoria d’inammissibilità consegue, per il disposto dell’art. 616 cod. proc. pen., la

della Cassa delle Ammende di una somma che, ritenuti e valutati i profili di colpa emergenti dai
ricorsi, si determina equitativamente in euro tremila.

P.Q.M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro tremila alla Cassa delle Ammende.

Così deciso in Roma, il 27 Giugno 2018

I

• • e estensore

condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali nonché al pagamento in favore

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