Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35619 del 22/03/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 35619 Anno 2018
Presidente: SARACENO ROSA ANNA
Relatore: DI GIURO GAETANO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
OLIVA SALVATORE nato il 26/07/1946 a NAPOLI

avverso l’ordinanza del 29/06/2017 del TRIBUNALE di TERNI
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere GAETANO DI GIURO;

Data Udienza: 22/03/2018

RILEVATO IN FATTO

Con l’ordinanza indicata in epigrafe il Tribunale di Terni in composizione
monocratica, quale giudice dell’esecuzione, rigettava le istanze avanzate da Oliva
Salvatore, finalizzate rispettivamente ad una rimessione in termini e alla verifica
del ne bis in idem tra due sentenze.
Avverso questa ordinanza Oliva proponeva, personalmente, ricorso per
cassazione, deducendo violazione degli artt. 671,673 cod. proc. pen., 136 e 27,

essere stato giudicato due volte per lo stesso fatto e di non avere ricevuto
notifica di fissazione dell’udienza dinanzi alla Corte di appello di Perugia.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è inammissibile, in quanto aspecifico.
Il provvedimento impugnato, invero, evidenzia : a) con riguardo alla
richiesta di rimessione in termini per impugnare, come la sentenza oggetto di
detta richiesta non sia passata ancora in giudicato e pertanto non vi sia luogo a
provvedere sulla medesima; b) con riguardo all’asserita esistenza del ne bis in
idem tra la sentenza di cui in ultimo ed altra sentenza irrevocabile, come il
mancato passaggio in giudicato della prima sentenza escluda la sussistenza del
doppio giudicato.
A fronte di tali argomentazioni, scevre da vizi logici e giuridici, il ricorso dello
Oliva che si limita a contestarle e a reiterare aspecificamente la stessa richiesta
originaria manifestamente infondata, deve essere dichiarato inammissibile, con
la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e,
non ricorrendo ipotesi di esonero, al versamento di una somma alla Cassa delle
ammende, determinabile in duemila euro, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di duemila euro alla Cassa delle
ammende.
Così deciso in Roma , il 22 marzo 2018.

comma 3 Cost. e 649 cod. proc. pen.. Il ricorrente tornava sulle circostanze di

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA