Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35560 del 22/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 35560 Anno 2018
Presidente: SARACENO ROSA ANNA
Relatore: CAIRO ANTONIO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
CEESAY ALIN nato il 01/10/1990
avverso la sentenza del 27/03/2017 del TRIBUNALE di TRAPANI
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ANTONIO CAIRO;

Data Udienza: 22/03/2018

RILEVATO IN FATTO E IN DIRITTO
1. Con la sentenza in epigrafe il Tribunale di Trapani dichiarava Ceesay Alin alla pena di
giorni venti di arresto, con il beneficio della sospensione condizionale, per aver portato senza
motivo giustificato fuori dalla propria abitazione un coltello multiuso con lama lunga 6 cm.
2. Impugna la decisione Ceesay Alin a mezzo del difensore di fiducia e deduce con
ricorso immediato per cassazione l’inosservanza dell’art. 131 bis cod. pen. e la mancata
motivazione sul punto. Aveva in particolare richiesto il riconoscimento della anzidetta causa di
non punibilità in discussione e sul punto il giudice aveva omesso di pronunciare. In data

ribadisce gli argomenti proposti in ricorso svilupandoli ulteriormente e invocando
l’annullamento della decisione.
3.

L’impugnazione

risulta inammissibile, perché affidata a motivi manifestamente

infondati.
Deve osservarsi che si tratta di una critica alla decisione essenzialmente in fatto, là dove
si richiama il profilo di tenuità che renderebbe già di per sé il ricorso inammissibile.
Per altro verso, la motivazione, che ha indotto a non ritenere configurabile la causa di
non punibilità invocata, risulta implicita nella dinamica della condotta e nella descrizione
degli eventi. Si tratta di una sequenza che, all’evidenza, ha chiaramente indotto il giudice di
merito a non ritenere configurabile l’istituto in esame invocato in discussione e sulla cui
omessa motivazione si incentra il ricorso per cassazione. Ciò si ricava chiaramente dalla
descrizione contenuta nella decisione, nella parte in cui valorizza il segmento di fatto relativo
alla fuga posta in essere dall’imputato, dopo essere stato fermato e sorpreso in possesso del
coltello, repertato e sottoposto a sequestro dagli operanti. Si tratta di un dato fattuale
specifico che desta allarme e che in relazione alla vicenda scrutinata per i suoi connotati
non ha indotto a ritenere la compatibilità con l’invocata causa di non punibilità.Ciò si ricava anche dall’entità della pena inflitta.
Per queste ragioni, il ricorso proposto deve essere dichiarato inammissibile, con la
conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento
della somma di 2.000,00 euro alla Cassa delle ammende, non ricorrendo ipotesi di esonero.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e al versamento della somma di 2.000,00 euro alla Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 22/3/2018.

15/2/2018 nell’interesse del ricorrente è stata depositata una memoria difensiva a che

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