Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35544 del 22/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 35544 Anno 2018
Presidente: SARACENO ROSA ANNA
Relatore: CAIRO ANTONIO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
PEPE ANTONIO nato il 13/08/1980 a VILLA LITERNO

avverso l’ordinanza del 27/06/2017 del GIUD. SORVEGLIANZA di ANCONA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ANTONIO CAIRO;

Data Udienza: 22/03/2018

RILEVATO IN FATTO E IN DIRITTO
Con l’ordinanza in epigrafe il magistrato di sorveglianza

di Ancona accoglieva

parzialmente il reclamo presentato da Pepe Antonio e per l’effetto riduceva la pena espianda
di giorni 42 e liquidava la somma di euro 64 in relazione ai 428 giorni trascorsi presso la
Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere dal 19/4/2011 al 20/6/2012 per
violazione dell’art. 3 CEDU. Nel resto erano respinte le richieste del Pepe.
Ricorre per cassazione Pepe Antonio e lamenta di aver subito una detenzione non
conforme all’anzidetta norma convenzionale per il periodo trascorso presso la struttura di

Il ricorso deve essere riqualificato in reclamo al Tribunale di Sorveglianza.
In rito il provvedimento di rigetto del reclamo ex art. 35 ter o.p. (nel merito ed emesso
all’esito dell’udienza camerale) deve essere impugnato con reclamo al Tribunale di
sorveglianza. Non è, pertanto, consentito il ricorso diretto per cassazione secondo quanto
questa Corte ha avuto modo di spiegare (Sez. 1, n. 35840 del 14/05/2015, Rv. 264707, che
ammette il ricorso per cassazione avverso il decreto di inammissibilità emesso “de plano” dal
magistrato di sorveglianza sul reclamo proposto dal detenuto ai sensi dell’art. 35 ter Ord. pen,
in applicazione di quanto previsto dall’art. 666, comma secondo, cod. proc. pen.). In
particolare e nella specie, l’art. 35-bis commi 4 e 5 o.p. contiene anche la regolamentazione
del regime d’impugnazione avverso la decisione del magistrato di sorveglianza, che è
contestabile dall’interessato mediante reclamo al tribunale di sorveglianza nel termine di
quindici giorni dalla notificazione o comunicazione dell’avviso di deposito del provvedimento. La
decisione del predetto tribunale è suscettibile di ricorso per cassazione, entro il termine di
quindici giorni dalla notificazione o comunicazione dell’avviso di deposito dell’ordinanza, per il
solo vizio di violazione di legge. Ciò posto il ricorso va qualificato come reclamo e trasmesso al
detto tribunale per il principio di conservazione dell’impugnazione espresso nell’art. 568,
comma quinto, cod. proc. pen.
P.Q.M.
Qualificato il ricorso

come reclamo dispone trasmettersi gli atti al tribunale di

sorveglianza di Ancona.
Così deciso in Roma il 22 marzo 2018.

Napoli Secondigliano dal 3/5/2013 al 9/6/2015.

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