Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35525 del 07/07/2017


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 35525 Anno 2018
Presidente: SARACENO ROSA ANNA
Relatore: SARACENO ROSA ANNA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
CARAVELLA CESARE nato il 26/12/1969 a MOLFETTA

avverso l’ordinanza del 15/09/2016 del TRIB. SORVEGLIANZA di BARI
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Presidente ROSA ANNA SARACENO;

Data Udienza: 07/07/2017

Ritenuto in fatto

1. Con l’ordinanza in epigrafe indicata il Tribunale di sorveglianza di Bari ha
respinto l’istanza proposta Cesare Caravella di ammissione all’affidamento in
prova al servizio sociale, concedendogli la misura alternativa della detenzione
domiciliare.
2.

Avverso la suddetta ordinanza ha proposto ricorso per cassazione

l’interessato a mezzo del difensore, chiedendone l’annullamento per vizio della

giudiziaria del condannato e per aver omesso di esaminare la richiesta di
ammissione alla semilibertà.

Considerato in diritto

1. Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza
di interesse. Va rilevato che la posizione giuridica informativa evidenzia che il
ricorrente, dopo la proposizione dell’impugnazione, è stato rimesso in libertà per
espiazione della pena. Ciò rende inammissibile il ricorso stesso, per sopravvenuta
mancanza di interesse in senso giuridico. Infatti, il requisito dell’interesse
richiesto per l’ammissibilità delle impugnazioni deve sussistere, oltre che nel
momento della proposizione del ricorso, anche in quello della sua decisione,
dovendo esso configurarsi in maniera concreta ed attuale, mentre l’interessato
non ha manifestato, con specifica e motivata deduzione, il suo interesse a
coltivare l’impugnazione (v., in senso conforme, seppure con riguardo al caso di
ricorso avverso provvedimento applicativo di una misura custodiale nelle more
revocata o divenuta inefficace: Sez. U, n. 7931 del 16/12/2010, dep. l’
1/03/2011, Testini).
2. La sopravvenuta inammissibilità non comporta provvedimenti accessori di
condanna, in adesione alla costante giurisprudenza di questa Corte secondo cui,
qualora il venir meno dell’interesse alla decisione del ricorso per cassazione
sopraggiunga alla sua proposizione, alla dichiarazione di inammissibilità
indipendente dalle cause previste dagli artt. 591, comma 1, e 606, comma 3,
cod. proc. pen. non consegue la condanna del ricorrente né alle spese del
procedimento, né al pagamento della sanzione pecuniaria a favore della cassa
delle ammende (Sez. U, n. 20 del 09/10/1996, Vitale, Rv. 206168; Sez. U, n. 7
del 25/06/1997, Chiappetta, Rv. 208166) .

1

motivazione, avendo il Tribunale valorizzato esclusivamente la biografia

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

Così deciso il 7/07/2017

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