Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35504 del 07/07/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 35504 Anno 2018
Presidente: SARACENO ROSA ANNA
Relatore: SARACENO ROSA ANNA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
TITONE NICOLO’ nato il 03/09/1970 a MARSALA

avverso la sentenza del 04/10/2016 della CORTE APPELLO di PALERMO
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Presidente ROSA ANNA SARACENO;

Data Udienza: 07/07/2017

Ritenuto in fatto

1. Con la decisione in epigrafe la Corte di appello di Palermo confermava la
sentenza emessa in data 13 gennaio 2016 dal Giudice dell’udienza preliminare di
Marsala che, all’esito di giudizio celebrato con il rito abbreviato, aveva dichiarato
Nicolò Titone responsabile dei reati di ricettazione e detenzione di arma
clandestina nonché di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente,
condannandolo alla pena di anni due mesi sei di reclusione ed euro 1.600 di

Avverso la predetta sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’imputato
a mezzo del difensore, il quale ha lamentato:
– manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione in relazione all’art.
73 d.P.R. n. 309 del 1990, dovendosi ritenere insussistente la contestata
condotta in assenza di concrete prove della destinazione allo spaccio della droga
in sequestro, da considerarsi destinata all’esclusivo personale consumo non
terapeutico dello stesso imputato. Elemento che la Corte territoriale ha
misconosciuto con ragionamenti apodittici e illogici.
– vizio di motivazione con riferimento al trattamento sanzionatorio.

Considerato in diritto

1.

Il primo motivo è inammissibile per indeducibilità e manifesta

infondatezza delle delineate censure. Le due conformi sentenze di merito hanno
affermato la destinazione cessoria delle dosi di cocaina detenute dall’imputato
alla luce di univoci dati probatori esposti con linearità e logicità rappresentative,
su cui si infrangono le prospettazioni del ricorso, imperniate su un’impropria
rivalutazione meramente fattuale delle fonti di prova non consentita nell’odierno
giudizio di legittimità.
2. Quanto al secondo motivo con il quale si lamenta l’eccessiva onerosità del
carico sanzionatorio la sentenza, con motivazione adeguata e coerente, ha
valorizzato la gravità dei reati in contestazione, i precedenti penali dell’imputato
che annovera, tra gli altri, ben tre condanne in materia di stupefacenti, uno delle
quali per fattispecie associativa ex art. 74 d.P.R. , così più che adeguatamente
giustificando il discostamento dal minimo edittale per sanzionare il reato di
detenzione illecita di stupefacente.
Deve, piuttosto, rilevarsi d’ufficio che, alla stregua dell’insegnamento di
questa Corte, la condotta di detenzione di arma clandestina, per il principio di
specialità, non può concorrere con quella di detenzione di arma comune da sparo
quando entrambe le fattispecie riguardino la stessa arma e lo stesso contesto
1

multa.

fattuale (Sez. U, n. 41588 del 22/06/2017, La Marca, rv. 270902), restandone
dunque assorbita.
Va, pertanto, annullata senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al
delitto di cui agli artt. 2 e 7 L. n. 895 del 1967 perché assorbito in quello di cui
all’art. 23 L. n. 110 del 1975 con la conseguente eliminazione della porzione di
pena applicata in aumento sulla pena per il reato più grave pari (tenuto conto
della riduzione per il rito) a mesi due di reclusione ed euro 100,00 di multa, con
la conseguente rideterminazione della pena complessiva in anni due, mesi

infondato in tutte le sue deduzioni, va dichiarato inammissibile.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla condanna per
il reato di cui agli artt. 2 e 7 della legge n. 895/1967 perché assorbito nel reato
di cui all’art. 23 legge n. 110/1975 e, per l’effetto, ridetermina la pena in anni
due mesi quattro di reclusione ed euro 1.500,00 di multa. Dichiara inammissibile
nel resto il ricorso.
Così deciso, in Roma il 7/07/2017

quattro di reclusione ed euro 1.500 di multa. Nel resto il ricorso, manifestamente

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA