Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35481 del 16/07/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 35481 Anno 2015
Presidente: PAOLONI GIACOMO
Relatore: VILLONI ORLANDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
DOLCE DONATELLO N. IL 07/08/1980
avverso la sentenza n. 7079/2014 GIP TRIBUNALE di LECCE, del
01/12/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ORLANDO VILLONI;

Data Udienza: 16/07/2015

,

:

Motivi della decisione
Con la sentenza indicata in epigrafe, il GIP del Tribunale di Lecce, su richiesta dell’imputato
concordata con il PM, ha applicato a Dolce Domenico ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen. la
pena di due anni di reclusione per i reati di maltrattamenti in danno della convivente Carafa
Anna e resistenza a pubblico ufficiale (artt. 572, 337 cod. pen.).

Tanto premesso, si osserva che l’impugnazione si rivela inammissibile per manifesta infondatezza, atteso che il giudice, nell’applicare la pena concordata, si è conformato alle indicazioni di
questa Corte regolatrice e adeguandosi a quanto contenuto nell’accordo tra le parti ed esplicitando l’effettuazione dei controlli a lui demandati, ha soddisfatto in maniera adeguata all’obbligo di motivazione, calibrato in rapporto alla speciale natura dell’accertamento in sede di applicazione della pena su richiesta delle parti (Cass. Sez. U del 27/03/1992, Di Benedetto; Sez.
U del 27/09/1995, Serafino; Sez. U del 25/11/1998, Messina).
Alla dichiarazione d’inammissibilità dell’impugnazione segue, come per legge, la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della
cassa delle ammende, che stimasi equo quantificare in C 1.500,00 (millecinquecento).

P. Q. M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di C 1.500,00 (millecinquecento) in favore della cassa delle ammende.
Roma, 16 luglio 2115

Contro la sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’imputato, deducendo inosservanza di
legge penale e mancanza della motivazione della decisione impugnata.

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA