Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 34083 del 16/07/2014

Penale Sent. Sez. 1 Num. 34083 Anno 2014
Presidente: GIORDANO UMBERTO
Relatore: CAIAZZO LUIGI PIETRO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE
DI LA SPEZIA
nei confronti di:
A.A.

avverso l’ordinanza n. 18/2014 TRIBUNALE di LA SPEZIA, del
31/01/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. LUIGI PIETRO
CAIAZZO;
lette/ste le conclusioni del PG Dott. 09 -e-12/1—

Data Udienza: 16/07/2014

MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ordinanza in data 31.1.2014 il GIP del Tribunale Della Spezia ha ordinato la sospensione
dell’ordine di esecuzione emesso dal P.M. in data 17.1.2014 nei confronti di A.A..
L’A.A., a seguito di sentenza ex art.444 c.p.p. in data 6.11.2013, era stato condannato alla
pena di anni 2, mesi 10 e giorni 20 di reclusione e multa per il delitto di cui all’art.73,
aggravato dall’art.80/2, DPR 309/90, ritenute le attenuanti generiche prevalenti sulla predetta
aggravante.
Il P.M. non aveva sospeso l’esecuzione della pena per il disposto dell’art.656/9 lett. a del

L’A.A. aveva sollevato incidente di esecuzione e il giudice, con la suddetta ordinanza, aveva
ordinato la sospensione dell’esecuzione, in quanto l’aggravante non aveva esplicato alcun
effetto sulla pena inflitta, essendo state ritenute prevalenti le attenuanti generiche, e doveva
quindi considerarsi superata la presunzione di pericolosità insita nella originaria qualificazione
giuridica del fatto.

Avverso l’ordinanza ha proposto ricorso per cassazione la Procura della Repubblica presso il
Tribunale Della Spezia, chiedendone l’annullamento per erronea applicazione della legge
penale.
L’art.656/9 lett. a del c.p.p. non consente la sospensione dell’esecuzione della pena nei
confronti dei condannati per i delitti di cui all’art.4-bis 0.P., tra i quali è compreso il delitto
contestato all’A.A..
Dalla lettera della legge risultava chiaro che il legislatore non aveva inteso fare alcun
riferimento alla circostanza della concreta applicazione dell’aggravante di cui all’art.80/2 DPR
309/90, come del resto aveva stabilito la costante giurisprudenza della Corte di cassazione,
ritenendo che nel caso di specie la prevalenza delle attenuanti sulla suddetta aggravante aveva
effetti solo al fine della determinazione della pena.

Il ricorso è fondato.
L’art.656/9 lett.a) c.p.p. stabilisce che la sospensione dell’esecuzione di cui al comma 5 del
predetto articolo non può essere disposta nei confronti dei condannati per i delitti di cui
all’art.4-bis della legge 26.7.1975 n.354 e in altri casi indicati nello stesso comma.
L’art.4-bis citato vieta la concessione dei benefici penitenziari per taluni delitti, tra i quali è
indicato l’art.73 DPR 309/90, limitatamente alle ipotesi aggravate ai sensi dell’art.80, comma 2
del predetto decreto.
Secondo la giurisprudenza di questa Corte, ampiamente citata nel ricorso, in base al tenore
letterale della norma la sospensione dell’esecuzione non può essere disposta se il titolo di reato
è compreso tra quelli elencati nell’art.4-bis 0.P., e nessuna influenza può esplicare il giudizio di
comparazione tra aggravanti ed attenuanti, giudizio che ha effetti solo sulla quantità di pena
da irrogare.
1

c.p.p..

In giurisprudenza vi sono stati contrasti non in relazione all’interpretazione dell’art.656/9
lett.a) del codice di rito, ma nei casi in cui (come per l’applicazione dell’indulto di cui al DPR
304/90 ai reati previsti dall’art. 71 legge 685/1975) il legislatore ha fatto discendere una
determinata conseguenza dalla “applicazione” di una circostanza aggravante, e il contrasto è
stato risolto nel senso che, in caso di prevalenza di circostanze attenuanti sulla circostanza
aggravante presa in considerazione dal legislatore per determinati effetti (nel caso del DPR
304/90 per escludere il beneficio del condono), l’aggravante in questione non aveva esplicato

Nel caso in esame, invece, non vi è alcun riferimento nella norma all’applicazione
dell’aggravante di cui all’art.80/2 DPR 309/90, ma questa è presa in considerazione solo per
determinare il titolo di reato per il quale è stata pronunciata condanna.
Pertanto, l’ordinanza impugnata deve essere annullata senza rinvio, non essendo possibile nel
caso di specie la sospensione dell’esecuzione, in conseguenza del titolo di reato per il quale
l’A.A. è stato condannato.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio, l’ordinanza impugnata. Si comunichi al Procuratore della Repubblica
presso il Tribunale deghpezia.
Così deciso in Roma in data 16 luglio 2014
Il Consigliere estensore

Il Presidente

alcun effetto sulla determinazione della pena, e quindi non era stata applicata.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA