Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 3164 del 11/12/2012


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 3164 Anno 2013
Presidente: ESPOSITO ANTONIO
Relatore: RAGO GEPPINO

SENTENZA
su ricorso proposto da:
LEVANOVICH MASSIMO nato il 26/09/1971, avverso la sentenza
del 22/03/2012 della Corte di Appello di Venezia;
Visti gli atti, la sentenza ed il ricorso;
udita la relazione fatta dal Consigliere dott. Geppino Rago;
udito il Procuratore Generale Dott. Edoardo Scardaccione che ha
concluso per l’inammissibilità;
udito il difensore avv.to Salvatore Caldarella che ha concluso
riportandosi al ricorso
FATTO e DIRITTO
1. Con sentenza del 22/03/2012, la Corte di Appello di Venezia
confermava la sentenza pronunciata in data 14/06/2011 dal g.u.p.
del Tribunale di Treviso nella parte in cui aveva ritenuto le attenuanti
generiche equivalenti alla recidiva e all’aggravante contestata.

Data Udienza: 11/12/2012

2. Avverso la suddetta sentenza, l’imputato, in proprio, ha
proposto ricorso per cassazione deducendo
COD. PEN.

VIOLAZIONE DELL’ART.

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per non avere la Corte territoriale ritenuto le attenuanti

generiche prevalenti. Sul punto, il ricorrente rileva che la Corte aveva
correttamente tutti gli elementi favorevoli addotti a sostegno della
sua positiva personalità.
3. Il ricorso è manifestamente infondato.
La Corte territoriale, a pag. 4 della motivazione, ha ampiamente
illustrato le ragioni per le quali non riteneva di accogliere la richiesta
di prevalenza delle attenuanti generiche in considerazione della
gravità dei reati commessi (due rapine aggravate in banche e reati
satelliti) e della personalità dell’imputato, recidivo reiterato specifico
infraquinquennale (precedenti per quattro furti, una rapina, lesioni
personali, ricettazione, porto d’armi e violenza a pubblico ufficiale),
confutando anche i pretesi aspetti positivi (confessione e lettere di
scuse). Tanto basta, già in punto di fatto, per ritenere la motivazione
congrua e sufficiente e, quindi, incensurabile in questa sede.
Ma la decisione si rivela ineccepibile anche in punto di stretto di
diritto in quanto, essendo stata contestata la recidiva specifica
reiterata ed infraquinquennale e ricorrendo l’ipotesi di cui all’art. 99/5
cod. pen. (recidiva obbligatoria), la prevalenza non era comunque
concedibile ex art. 69/4 cod. pen. (SSUU 35738/2010).
4. In conclusione, l’impugnazione deve ritenersi inammissibile
a norma dell’art. 606/3 c.p.p, per manifesta infondatezza: alla relativa
declaratoria consegue, per il disposto dell’art. 616 c.p.p., la
condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali,
nonché al versamento in favore della Cassa delle Ammende di una

2

rigettato il motivo di gravame con pochissime righe, non valutando

somma che, ritenuti e valutati i profili di colpa emergenti dal ricorso,
si determina equitativamente in E 1.000,00.
P.Q.M.
DICHIARA
CONDANNA
Il ricorrente al pagamento delle spese processuali e kella somma di
E 1.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Roma 11/12/2012
IL P
(Dott. An
IL CONSIGLIERE EST.
(Dott. G. R

ENTE
°sito)

Inammissibile il ricorso e

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