Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 3141 del 26/04/2012


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 4 Num. 3141 Anno 2013
Presidente: MARZANO FRANCESCO
Relatore: ZECCA GAETANINO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
1) URUCI JULIAN N. IL 01/12/1987
2) TOSKU GERALD N. IL 28/08/1988
avverso l’ordinanza n. 1515/2011 TRIB. LIBERTA’ di VENEZIA, del
29/11/2011
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GAETANINO ZECCA;

s

l:CM idifensorAvv .;

J

Data Udienza: 26/04/2012

Sezione IV Penale
UDIENZA CANERALE DEL giorno 26 Aprile 2012
N. 12 127 URUCI+ TOSKU
Rei Zecca

RITENUTO IN FATTO
Il Tribunale di Verona pronunziando in sede di riesame ha
rigettato – per quanto qui interessa – la richiesta formulata da
Uruci Julian e Tosku Gerald di riesame dell’ordinanza del GO del
Tribunale di Verona che aveva applicato ai due odierni ricorrenti
la misura cautelare della custodia in carcere a fronte
dell’addebito del reato di cui all’art. 73 DPR 309 90
I due cautelati hanno proposto ricorso per cassazione
per
ottenere l’annullamento del provvedimento appena sopra
menzionato.
Uruci denunzia
Carenza e/o contraddittorietà e/o manifesta illogicità della
motivazione sia in punto di ritenuta sussistenza dei gravi indizi
di colpevolezza sia in relazione alle esigenze cautelari, con
errori di fatto prodotti anche dalla mancata considerazione
della documentazione difensiva prodotta;
erroneità della interpretazione data alle telefonate intercettate c
per conversazioni intercorse con taluni magrebini, considerata
la condizione di tossicodipendente dell’indagato confusa con una
attività di acquisto a fine di cessione;
erroneità della mancata considerazione della assenza di
qualsiasi sequestro di sostanza;
inesistenza
delle
esigenze
cautelari
individuate
nel
provvedimento impugnato considerata la incensuratezza
dell’Uruci e la sua radicazione sul territorio
Il ricorrente Tosku denunzia:
Carenza e/o contraddittorietà e/o manifesta illogicità della
motivazione sia in punto di ritenuta sussistenza dei gravi indizi
di colpevolezza sia in relazione alle esigenze cautelari;
omessa valutazione della ampia documentazione depositata in
sede di riesame per dimostrare la veridicità della tesi della

Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. Maria
Giuseppina Fodaroni che ha concluso per il rigetto dei ricorsi.

CONSIDERATO IN DIRITTO
Il provvedimento impugnato contiene in effetti alcune
affermazioni in fatto non corrispondenti alla realtà emersa dagli
atti del processo e protestata con i motivi di ricorso.
Ma la ricostruzione di contesto operata dal provvedimento
impugnato resta logica e coerente con il complesso dei dati
probatori raccolti e valutati criticamente nel loro insieme. Che il
Tosku non abbia subito sequestri di sostanza stupefacente, o
che la somma da lui portata indosso il 2/8/2010 ammontasse
ad C 1.489,00 e non ad C 5.260,00 nulla muta nella gravità
del quadro indiziario il quale si affida ai contenuti delle
intercettazioni telefoniche che evidenziano un protagonismo del
Tosku che lo stesso suo ricorso per cassazione ritiene connesso
non solo ad un uso personale delle sostanze ma anche ad una
attività “di tramite per l’acquisto di sostanza stupefacente”
(ricorso Tosku pg 6 che menziona a proprio vantaggio la scheda
soggettiva formata dalla squadra mobile della Questura di
Verona). La interpretazione dei contenuti delle telefonate
intercettate è poi manifestazione di una valutazione di fatto
svolta dal giudice di merito rispetto a comunicazioni che “non
consentono margini interpretativi”, e nel raffronto dei diversi
segmenti di comunicazione sono oggetto di una sintesi critica
coerente, priva di vizi logici e in ogni caso esente da
rivalutazione in sede di legittimità. Il provvedimento impugnato
svolge considerazioni simili per i contenuti delle telefonate
2

dedizione al commercio di auto, e omessa valutazione del
legittimo possesso di somme corrispondenti alla liquidazione del
trattamento di fine rapporto;
errore circa l’inesistente arresto del 17/6/2011 per 24 Kg di
eroina risultati invece sostanza inerte;
errore circa il totale della somma sequestrata;
erroneità della interpretazione dei contenuti delle telefonate
intercettate;
mancata valorizzazione della inesistenza di qualsiasi sequestro
di sostanza stupefacente;
mancata considerazione dello svolgimento di attività di lavoro e
di pratica di un modesto tenore di vita.
All’udienza camerale del 26 Aprile 2012 il ricorso è stato deciso
con il compimento degli incombenti imposti dal codice di rito.

PQM
Rigetta i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento ciascuno
delle spese processuali.
La Corte dispone inoltre che copia del presente provvedimento sia
trasmessa al Direttore dell’Istituto Penitenziario competente
perché provveda a quanto stabilito nell’art. 94 co.1 ter disp att. del
c.p.p.

Così deciso in Roma il giorno 26 Aprile 2012
Gaetanino Zecca

espressamente indicato in una di esse come
dell’Uruci
spacciatore ed egualmente va esente da censure che investono
giudizi di merito ragionatamente e logicamente formulati con
riferimento alle emergenze più significative del ruolo
effettivamente svolto dall’Uruci con modalità professionali nei
suoi rapporti con una rete di spacciatori di diversificato livello.
La tipologia della cautela adottata è ragionatamente motivata
con adeguato ragionamento che ne evidenzia la congruità e la
inevitabilità sicchè anche su questi piani le censure dei due
ricorsi sono infondate.
In conclusione i ricorsi sono infondati in ogni loro prospettazione
e devono essere rigettati con condanna dei ricorrenti al
pagamento delle spese processuali.
Posto che dagli atti risulta una condizione di restrizione
carceraria dei ricorrenti deve essere disposta ogni
comunicazione di legge al direttore dell’istituto penitenziario di
competenza.

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA