Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 3021 del 03/12/2015


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Penale Ord. Sez. 2 Num. 3021 Anno 2016
Presidente: FIANDANESE FRANCO
Relatore: AIELLI LUCIA

Garibizzo Nadhir nato il 18/2/1958,
avverso l’ordinanza di archiviazione del GIP del Tribunale di Imperia del 20/5/2015 ;
visti gli atti , la sentenza ed il ricorso;
udita in pubblica udienza la relazione del Consigliere dott. Lucia AIELLI ;
lette le conclusioni del Pubblico Ministero che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso ;
lette le richieste della difesa che ha chiesto l’annullamento dell’ordinanza impugnata ,

RITENUTO IN FATTO

Con decreto del 20.5.2015 il GIP del Tribunale di Imperia, all’esito dell’udienza camerale,
disponeva l’archiviazione del procedimento a carico di Mendolia Palo e Macaluso Manfredo, per
il reato di cui all’art. 640 c.p..
1

Data Udienza: 03/12/2015

Avverso tale provvedimento proponeva ricorso per cassazione la p.o. per mezzo del
procuratore speciale il quale eccepiva l’inosservanza o erronea applicazione della legge
penale:art. 127 c.p.p., in relazione agli artt 6 e 13 della Convenzione Europea di Diritti
dell’Uomo, per non essere stato presente all’udienza camerale, il Pubblico Ministero;
contraddittorietà della motivazione rispetto agli argomenti addotti dalla difesa, nell’atto di
opposizione e nella querela.
Il P.G. concludeva per l’inammissibilità del ricorso.

Il ricorso è manifestamente infondato e va , pertanto, dichiarato inammissibile.
Deve premettersi che l’adesione all’astensione proclamata dagli avvocati penalisti,
addotta dalla difesa del ricorrente e dal difensore dell’originario indagato Mendolia Paolo,
non è rilevante trattandosi, nel caso di specie, di udienza camerale ex art. 611 c.p.p., per
la quale non è previsto l’intervento dei difensori .
Nel merito il ricorso è inammissibile in quanto basato su motivi manifestamente infondati.
Come correttamente osservato dal P.M. l’ordinanza di archiviazione è ricorribile in
cassazione solo per violazione di legge ed in tale senso sono valutabili le censure
riportate al primo motivo di ricorso, mentre le successive doglianze in quanto contenenti
diverse prospettazioni del merito, non possono nemmeno essere scrutinate ( S.U. 9
giugno 1995 Bianchi; Sez.6, n. 3016 del 8/11/1999, rv.215272; Sez. 1,ord.8842 del
7/2/2006 rv.233582; Sez. 6 436 del 5/12/2002 rv. 223329), cita Giurisprudenza del
P.M. ).
Quanto alla violazione degli artt. 6 e 13 della CEDU, condivisibilmente il P.M. ha
osservato che alcuna violazione del contraddittorio si è verificata in sede di udienza
camerale, per l’assenza della persona fisica del P.m., le cui conclusioni in termini di
richiesta di archiviazione, la p.o. ha potuto adeguatamente contrastare tenuto conto del
tenore della motivazione posta a base delle richiesta stessa.
Alla dichiarazione di inammissibilità consegue, per il disposto dell’art. 616 c.p.p., la
condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali nonché al versamento, in
favore della Cassa delle ammende, di una somma che, considerati i profili di colpa
emergenti dal ricorso, si determina equitativamente in € 1000,00 .
p.q.m.

dichiara inammissibile il ricorsok_condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di euro 1.000,00 alla cassa delle ammende .
Così deciso il 3/12/2015

CONSIDERATO IN DIRITTO

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