Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 2977 del 05/11/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 3 Num. 2977 Anno 2016
Presidente: FIALE ALDO
Relatore: SOCCI ANGELO MATTEO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
BARBUTO GENNARO N. IL 10/07/1970
avverso la sentenza n. 18122/2013 CORTE APPELLO di NAPOLI, del
14/01/2014
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 05/11/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. ANGELO MATTEO SOCCI
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
«etc
P4
che ha concluso per 4
»nt, inteitTo o (4 1,44.440 s
Tvsa ttl•tte e4.74
NZio éldro v•tirà
etteAto re. 4> res7;.».

ra/

Udito, per la parte civile, l’Avv
Uditi difensor Avv.

FP,.

Data Udienza: 05/11/2015

RITENUTO IN FATTO

1. La Corte d’Appello di Napoli, con sentenza, in camera di consiglio del
14 gennaio 2014, confermava la sentenza del Giudice delle indagini preliminari di
Napoli (rito abbreviato) del 14 maggio 2013 che aveva condannato Barbuto
Gennaro, unitamente ad altri due imputati, per il delitto di cui all’ad 110 e art 81
cod. pen. e art. 73, primo e sesto comma del T. U. stup., detenzione di

generiche.
2.kicorre personalmente Barbuto Gennaro deducendo i motivi di seguito
enunciati, nei limiti strettamente necessari per la motivazione, come disposto
dall’art. 173, comma1, disp. att., c.p.p.

2. 1. Manifesta illogicità della motivazione ed erronea interpretazione
della fattispecie dell’ad 73, primo comma, T. U. stup. (art 606, comma 1, lett.
B, cod. proc. pen.)
Non è dimostrata sia la natura e sia il quantum della sostanza detenuta
e/o spacciata, né il possesso in capo al Murolo (concorrente ex art 110 cod.
pen.) della somma dì C 420,00 è significativo dello spaccio; la droga rinvenuta è
vicina, alla quantità per uso personale; mancano quindi elementi certi per la
responsabilità del ricorrente.
2. 2. Mancato riconoscimento del quinto comma dell’ad 73 T. U. stup.
Il fatto dì lieve entìtà è compatibile con lo spaccio non occasionale,
anche se organizzato, posto che il legislatore ipotizza al comma 6 dell’ad 73
citato un’associazione costituita per commettere i fatti descritti dal comma 5
(cass. N. 1251 del 2013 – 2014-); il dato ponderale di soli 2,9 gr. doveva far
riconoscere l’ipotesi del comma 5 citato.
2. 3. Violazione degli art. 178 lettera C e 180 cod. proc. pen. (art 606,
comma 1, lett. C, cod. proc. pen.).
All’udienza camerale (rito abbreviato) del 14 gennaio 2014 l’Avv.
Amodio, presente, dichiarava di aderire all’astensione degli avvocati di Napoli,
regolarmente proclamata, e mentre per altro processo ordinario (procedimento
nr. 12318/2013 RG appello contro Gargiuio G.) la Corte territoriale disponeva il
rinvio, per il processo in oggetto, sul presupposto del rito camerale, invitava
l’Avv. Amodio a rassegnare le conclusioni non disponendo il rinvio; la Corte
avrebbe invece dovuto prendere atto dell’astensione e rinviare, come per l’altro

1/0

marijuana, alla pena di anni 3 di reclusione ed C 14.000,00 di multa, con le

processo. La sentenza è quindi nulla perché resa in violazione dell’ad 178, lett. C
e 180 cod. proc. peri.

CONSIDERATO IN DIRITTO
„3. Il ricorso è infondato e deve rigettarsibl (4040
Lea-klw-ta”)”L.(44•4143 “/V”1”
yamr1 Esauriente e adeguata risulta la motivazione della decisione impugnata
sia in punto di responsabilità e sia relativamente al quinto comma dell’art. 73
T.U. stup.

al momento della perquisizione, e la diretta osservazione della polizia giudiziaria
sul posizionamento delle tre vedette nella palazzina “M”. Barbuto era una delle
tre vedette che consentivano lo spaccio ad altro correo (Dovhan); la condotta di
cessione e quella dì detenzione deve affermarsi (in concorso) anche per le
vedette che agevolano l’azione dello spacciatore, avvisandolo di interventi delle
forze dell’ordine. La sostanza rinvenuta al Dovhan è droga leggera, marijuana,
ed egli aveva anche la disponibilità, non giustificata, della somma di C 420,00.
Nel ricorso si ritiene un uso personale dello stupefacente, relativamente
alla quantità caduta in sequestro, molto modesta; tale affermazione è scollegata
da qualsiasi atto processuale e costituisce una ricostruzione alternativa del fatto
non fondata su dati processuali verificabili, vedi Cassazione Sez. 5, n. 18999 del
19/02/2014 – dep. 08/05/2014, C e altro, Rv. 260409:
“La regola dell’<>, secondo cui il
giudice pronuncia sentenza di condanna solo se è possibile escludere ipotesi
alternative dotate di razionalità e plausibilità, impone all’imputato che,
deducendo il vizio di motivazione della decisione impugnata, intenda prospettare,
in sede di legittimità, attraverso una diversa ricostruzione dei fatti, l’esistenza di
un ragionevole dubbio sulla colpevolezza, di fare riferimento ad elementi
sostenibili, cioè desunti dai dati acquisiti al processo, e non meramente ipotetici
o congetturali”.
La Corte di cassazione, inoltre, da sempre ha ritenuto che il giudice di
merito in materia di stupefacenti valuta, in ordine alla destinazione – se
personale o ai finì di spaccio -, tenendo conto di tutte le circostanze oggettive e
soggettive del fatto, secondo parametri di apprezzamento sindacabili in sede di
legittimità soltanto sotto il profilo della mancanza o della manifesta illogicità della
motivazione (Sez. 6, n. 44419 del 13/11/2008 – dep. 28/11/2008, Perrone, Rv.
241604).

645,r,

A10

Nella sentenza si evidenzia l’ammissione dei fatti da parte del Barbuto,

La sentenza impugnata contiene la motivazione e la stessa non risulta
manifestamente illogica; vedi sul punto anche Cassazione Sez. 4, n. 36755 del
04/06/2004 – dep. 17/09/2004, Vidonis, Rv. 229686:
“La destinazione della droga al fine di spaccio può essere dimostrata in
base ad elementi oggettivi univoci e significativi, quali: il notevole quantitativo
della droga, il rinvenimento dello strumentario che lo spacciatore tipicamente
utilizzava per il confezionamento delle dosi e le modalità di detenzione della
droga (nella specie trattavasi di gr. 791,24 netti di hashish, contenenti mg.

nascosti nel cruscotto dell’autovettura, in parte addosso al soggetto, in parte a
casa, in cui vi erano cartine e bilancino)”.
4. Infondato è anche il motivo relativo alla mancata applicazione del
quinto comma dell’ad 73 T. U. stup.
In tema di stupefacenti, la fattispecie del fatto di lieve entità di cui
all’ad. 73, comma quinto, d.P.R. n. 309 del 1990, anche all’esito della
formulazione normativa introdotta dall’ad. 2 del D.L. n. 146 del 2013 (conv. in
legge n. 10 del 2014), può essere riconosciuta solo nella ipotesi di minima
offensività penale della condotta, desumibile sia dal dato qualitativo e
quantitativo, sia dagli altri parametri richiamati espressamente dalla disposizione
(mezzi, modalità e circostanze dell’azione), con la conseguenza che, ove uno
degli indici previsti dalla legge risulti negativamente assorbente, ogni altra
considerazione resta priva di incidenza sul giudizio. (Sez. 3, n. 23945 del
29/04/2015 – dep. 04/06/2015, Xhihani, Rv. 263651).
La Corte di Appello motiva adeguatamente sulla preesistente
organizzazione, con una ben definita organizzazione dei ruoli, e sull’entità della
somma rinvenuta in possesso di un correo, € 420,00.
5. infondato risulta infine il motivo relativo all’astensione dei difensori e
al mancato rinvio. In tema di dichiarazione di adesione del difensore alla
iniziativa dell’astensione dalla partecipazione alle udienze legittimamente
proclamata dagli organismi rappresentativi della categoria, la mancata
concessione da parte del giudice del rinvio della trattazione dell’udienza camerale
in presenza di una dichiarazione effettuata o comunicata dal difensore nelle
forme e nei termini previsti dall’art. 3, primo comma, del vigente codice di
autoregolamentazione, determina una nullità per la mancata assistenza
dell’imputato, ai sensi dell’art. 178, primo comma, lett. c), cod. proc. pen., che
ha natura assoluta ove si tratti di udienza camerate a partecipazione necessaria

34061 di principio attivo, utilizzabili per la preparazione di n. 1702 dosi, in parte

del difensore, ovvero natura intermedia negli altri casi. (Sez. U, n. 15232 del
30/10/2014 – dep. 14/04/2015, P.O. in proc. Tibo e altro, Rv. 263021).
Nel nostro caso nessuna lesione dei diritto di difesa è avvenuto perché il
difensore, presente, ha discusso la controversia; lesione ci sarebbe stata se il
Tribunale avesse deciso senza la presenza e la discussione del legale. In
sostanza è lo stesso difensore che ha discusso la controversia in luogo di
astenersi; se il difensore sì fosse astenuto dall’effettiva discussione, o avesse
comunicato la sua astensione – assenza dall’udienza -, e se il Tribunale avesse,

6. La sentenza, invece, deve essere annullata relativamente al solo
trattamento sanzionatorio.
La Corte di cassazione, anche nel caso di ricorso inammissibile per
qualunque ragione e con il quale non vengano proposti motivi riguardanti il
trattamento sanzionatorio, può rilevare d’ufficio, con conseguente annullamento
sul punto, che la sentenza impugnata era stata pronunziata prima dei mutamenti
normativi che hanno modificato il trattamento sanzionatorio in senso favorevole
all’imputato; ciò anche nel caso in cui la pena inflitta rientri nella cornice edittale
sopravvenuta alla cui luce il giudice di rinvio dovrà riesaminare tale questione.
(Cassazione Sezioni Unite nr. 46653 del 2015, Della Fazia).
Nel nostro caso nella sentenza si è irrogata una pena di anni 3 di
reclusione ed C 14.000,00 di multa, con le generiche; per i delitti previsti dall’art.
73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, la pena o l’aumento di pena calcolato a titolo di
continuazione per i reati-satellite in relazione alle così dette “droghe leggere”
deve essere oggetto di specifica rivalutazione da parte dei giudici del merito, alla
luce della più favorevole cornice edittale applicabile per tali violazioni, a seguito
della sentenza n. 32 del 2014 della Corte costituzionale, che ha dichiarato la
incostituzionalità degli artt. 4-bis e 4-vicies ter della legge 21 febbraio 2006, n.
49 – che ha convertito il d.l. 30 dicembre 2005, n. 272 – e ha determinato, in
merito, la reviviscenza della più favorevole disciplina anteriormente vigente.
(Sez. U, n. 22471 del 26/02/2015 – dep. 28/05/2015, Sebbar, Rv. 263717).
Nella nostra ipotesi si discute dì droghe leggere (marijuana, vedi sentenza
impugnata, pagina 3).
Quando i giudici del merito hanno determinato, nel caso di specie, il
trattamento sanzionatorio, essi hanno giudicato utilizzando i parametri normativi
previsti dalla legge al momento del commesso reato ma diversi rispetto a quelli
stabiliti dalle leggi successive e dall’intervento della Corte costituzionale. La

400futi

e);-•

WUP

nonostante ciò, rinviato si sarebbe verificata la nullità.

previsione sanzionatoria, reintrodotta per effetto della sentenza della Corte
costituzionale, stabilisce per le sostanze stupefacenti, di cui alle tabelle II e IV
dell’art. 14 la pena della reclusione da due a sei anni oltre la multa da 5.146,00
a 77.468,00 C a differenza del regime dichiarato incostituzionale che prevedeva
la pena da sei a venti anni di reclusione e da 26.000,00 a 260.000,00 C di multa.
Il trattamento sanzionatorio pertanto va rivisto applicando la norma più
favorevole, come risultante dall’intervento della Corte costituzionale citata e dalle

La sentenza deve pertanto annullarsi limitatamente al trattamento
sanzionatorio, con rinvio ad altra sezione della corte di Appello di Napoli.
PQM
Annulla con rinvio limitatamente alla determinazione della pena la
sentenza impugnata ad altra sezione della Corte di Appello di Napoli.
Rigetta il ricorso nel resto
Così deciso il 5/11/2015

modifiche legislative.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA