Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 2939 del 13/11/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 2939 Anno 2016
Presidente: GRILLO RENATO
Relatore: AMORESANO SILVIO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
ZINGARELLI DONATO N. IL 11/03/1950
avverso la sentenza n. 549/2014 TRIBUNALE di BRINDISI, del
14/11/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. SILVIO AMORESANO;

Data Udienza: 13/11/2015

OSSERVA
1) Con sentenza del 14.11.2014 il Tribunale di Brindisi, in composizione monocratica,
condannava Zingarelli Donato alla pena di euro 50.000,00 di ammenda per il reato di
cui all’art. 2 L.7.2.1992 n.150.
Avverso la predetta sentenza proponeva appello il difensore dell’imputato.
Trattandosi di condanna alla sola pena dell’ammenda e quindi di sentenza inappellabile
(art.593 comma 3 c.p.p.), l’appello veniva qualificato come ricorso per cassazione e gli
atti trasmessi a questa Corte ex art.568 comma 5 c.p.p.
2) L’avv. Leonardo Ciocia, che ha sottoscritto l’impugnazione, non risulta iscritto
nell’albo speciale di cui all’art.613 c.p.p.
2.1) A nulla rileva che l’appello sia stato convertito in ricorso per cassazione.
E’ giurisprudenza consolidata di questa Corte, invero, che ” alla regola secondo cui il
ricorso per cassazione è inammissibile qualora i motivi siano sottoscritti da avvocato
non iscritto nello speciale albo dei professionisti abilitati al patrocinio dinanzi le
giurisdizioni superiori, non è prevista deroga per il caso di appello convertito in
ricorso. In caso diverso verrebbero elusi in favore di chi abbia erroneamente
qualificato il ricorso obblighi sanzionati per chi abbia proposto l’esatto mezzo di
impugnazione” (cfr. ex multis Cass.pen. sez.3, 10 ottobre 1998 n.2233).
2.2) Né rileva che all’atto di impugnazione sia allegata atto di nomina del difensore e
procura speciale (su foglio a parte).
Risolvendo il contrasto giurisprudenziale esistente sul punto, le Sezioni Unite di
questa Corte, con la sentenza 27 novembre 2008 n.47803-D’Avino, hanno enunciato il
principio di diritto che “Deve intendersi proposto personalmente dall’imputato il
ricorso che, pur formalmente sottoscritto da difensore non iscritto nell’albo speciale
della Corte di Cassazione, rechi tuttavia in calce l’atto di nomina del difensore
sottoscritto dall’imputato, in quanto tale atto ha un implicito, ma evidente valore di
condivisione della dichiarazione e dei motivi di ricorso, che quindi devono
giuridicamente ritenersi fatti propri dal’imputato, il quale se ne assume la paternità”.
3) L’impugnazione, per di più, è generica, facendosi in essa mero riferimento alla
eccessività della pena, di cui si chiedeva la riduzione.
4) Il ricorso deve quindi essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente
al pagamento delle spese processuali e, in mancanza di elementi atti ad escludere la
colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento alla cassa delle
ammende della somma che pare congruo determinare in euro 1.000,00.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali ed al versamento alla cassa delle ammende della somma di curo 1.000,00.
Così deciso in Roma il 13 novembre 2015
Il Consigrere est.
I4resipte

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA