Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 29 del 17/11/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 29 Anno 2016
Presidente: BIANCHI LUISA
Relatore: MONTAGNI ANDREA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
CERZA FRANCESCA ERICA N. IL 09/10/1991
avverso la sentenza n. 1967/2012 TRIBUNALE di LUCCA, del
19/11/2013
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 17/11/2015 la relazione fatta dal
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Consigliere Dott. ANDREA MONTAGNI
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Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. .5 . 04-t
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Data Udienza: 17/11/2015

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4

Ritenuto in fatto
1. Cerza Francesca Erica, a mezzo del difensore, ha proposto ricorso per
cassazione avverso la sentenza di condanna resa dal Tribunale di Lucca il
19.11.2013, nei confronti della prevenuta, in ordine al reato di cui all’art. 116,
comma 13, cod. strada.
La ricorrente in primo luogo deduce la violazione di legge. Osserva che a

e sottolinea che al predetto difensore non venne dato avviso circa l’intervenuto
rinvio alla seguente udienza del 2.07.2013. La parte osserva che in tal modo è
stato impedito al difensore di partecipare anche all’udienza conclusiva del processo,
celebrata il 19.11.2013.
Sotto altro aspetto, la deducente denuncia la mancanza di motivazione,
rispetto al tema relativo alla concedibilità del beneficio della non menzione, benché
espressamente richiesto in sede di discussione.
Considerato in diritto
1. Il ricorso in esame muove alle considerazioni che seguono.
1.1 Osserva il Collegio che sussistono i presupposti per rilevare, ai sensi
dell’art. 129, comma 1, cod. proc. pen., l’intervenuta causa estintiva del reato per
cui si procede, essendo spirato il relativo termine di prescrizione massimo pari ad
anni cinque. Deve rilevarsi che il ricorso in esame non presenta profili di
inammissibilità, per la manifesta infondatezza delle doglianze ovvero perché basato
su censure non deducibili in sede di legittimità, tali, dunque, da non consentire di
rilevare l’intervenuta prescrizione.
Pertanto, sussistono i presupposti, discendenti dalla intervenuta
instaurazione di un valido rapporto processuale di impugnazione, per rilevare e
dichiarare le cause di non punibilità a norma dell’art. 129 cod. proc. pen. maturate,
come nel caso di specie, successivamente rispetto alla sentenza impugnata (la
sentenza di condanna è stata resa il 19.11.2013, mentre il termine è maturato in
data 5.01.2015).
E’ poi appena il caso di rilevare che risulta superfluo qualsiasi
approfondimento al riguardo, proprio in considerazione della maturata prescrizione:
invero, a prescindere dunque dalla fondatezza o meno degli assunti del ricorrente, è
solo il caso di sottolineare che, secondo il consolidato orientamento della
giurisprudenza di legittimità, qualora già risulti una causa di estinzione del reato,
non rileva la sussistenza di eventuali nullità (addirittura pur se di ordine generale) o
di vizi di motivazione, in quanto l’inevitabile rinvio al giudice di merito è
incompatibile con il principio dell’immediata applicabilità della causa estintiva (cfr.
Cass. Sez. U, Sentenza n. 1021 del 28.11.2001, dep. 11.01.2002, Rv. 220511).
2

fronte di legittimo impedimento, il difensore non comparì all’udienza del 9.04.2013;

Si osserva, infine, che non ricorrono le condizioni per una pronuncia
assolutoria di merito, ex art. 129, comma 2, cod. proc. pen., in considerazione delle
valutazioni rese dal giudice di merito, in ordine all’affermazione di penale
responsabilità della ricorrente. Come noto, ai fini della eventuale applicazione della
norma ora citata, occorre che la prova della insussistenza del fatto o della
estraneità ad esso dell’imputato, risulti evidente sulla base degli stessi elementi e
delle medesime valutazioni posti a fondamento della sentenza impugnata; e nella
sentenza del Tribunale di Lucca non sono riscontrabili elementi di giudizio indicativi

2. Si impone pertanto l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata,
per essere il reato estinto per prescrizione.

P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per
prescrizione.
Così deciso in Roma in data 17 novembre 2015.

della prova evidente dell’innocenza dell’imputata.

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