Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 28545 del 17/05/2016

Penale Ord. Sez. 7 Num. 28545 Anno 2016
Presidente: NOVIK ADET TONI
Relatore: CENTONZE ALESSANDRO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
A.A.
avverso l’ordinanza n. 558/2015 TRIB. SORVEGLIANZA di
CATANIA, del 11/11/2015
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ALESSANDRO
CENTONZE;

Data Udienza: 17/05/2016

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RILEVATO IN FATTO

Con l’ordinanza in epigrafe il Tribunale di sorveglianza di Catania concedeva
a A.A. il beneficio penitenziario della detenzione domiciliare e
contestualmente rigettava l’istanza di affidamento in prova al servizio sociale,
congiuntamente richiesti dal condannato.
Avverso tale ordinanza il A.A., a mezzo del suo difensore, ricorreva per
cassazione, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione, in relazione alla

penitenziario richiesto, che erano stati valutati dal Tribunale di sorveglianza di
Catania con un percorso motivazionale contraddittorio e manifestamente illogico,
che non teneva delle finalità rieducative della misura alternativa in esame.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è inammissibile, essendo fondato su motivi manifestamente
infondati.
Deve, in proposito, rilevarsi che il ricorso del A.A., pur
denunciando formalmente anche il vizio di violazione di legge, non individua
singoli aspetti del provvedimento impugnato da sottoporre a censura, ma tende
a provocare una nuova e non consentita valutazione del merito dei presupposti
per la concessione del beneficio penitenziario richiesto, correttamente vagliato
dal Tribunale di sorveglianza di Catania.
Nel provvedimento impugnato, invero, venivano correttamente valutati gli
elementi risultanti agli atti, con una motivazione congrua e priva di erronea
applicazione della legge penale e processuale, evidenziando in particolare che,
nonostante il notevole lasso di tempo trascorso dai fatti in contestazione, il
A.A., nel corso della sua detenzione, non aveva assunto un percorso di
assunzione e di elaborazione delle sue responsabilità, imponendo di esprimere
un giudizio complessivamente negativo sulla sua personalità, nei termini
motivazionali correttamente esplicitati a pagina 1 della sentenza.
Tenuto conto di questi indicatori soggettivi, il Tribunale di sorveglianza di
Catania, nel passaggio esplicitato a pagina 4 del provvedimento impugnato,
evidenziava correttamente l’assoluta inidoneità dell’affidamento in prova al
servizio sociale ad assolvere alle finalità di prevenzione speciale sue proprie,
imponendo il rigetto dell’istanza del A.A..
Per queste ragioni, il ricorso proposto nell’interesse di A.A. deve
essere dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali e, non ricorrendo ipotesi di esonero, al
2

ritenuta insussistenza dei presupposti per la concessione del beneficio

versamento di una somma alla Cassa delle ammende, determinabile in 1.000,00
euro, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di 1.000,00 euro alla Cassa delle
ammende.

Così deciso il 17/05/2016.

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