Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 282 del 12/12/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 3 Num. 282 Anno 2018
Presidente: SAVANI PIERO
Relatore: MACRI’ UBALDA

SENTENZA

sul ricorso proposto da Scarfato Giovanna, nata a Gragnano il
avverso l’ordinanza in data 28.3.2017 del Giudice per le indagini preliminari di
Bologna,
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Ubalda Macrì;
letta la memoria del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore
generale, Ciro Angelillis, che ha concluso chiedendo l’annullamento con rinvio del
provvedimento impugnato

RITENUTO IN FATTO

1. Con ordinanza in data 28.3.2017 il Giudice per le indagini preliminari di
Bologna ha rigettato la richiesta di rimessione in termini per proporre
opposizione avverso il decreto penale di condanna n. 2591/2016, in quanto la
raccomandata n. 76702186283-8 era stata ricevuta da Scarfato Giovanna in
data 12.10.2016, mentre l’istanza del difensore era del 17.11.2016 e quindi fuori
termine.

2. Con il primo motivo d’impugnazione, la ricorrente lamenta la violazione
dell’art. 606, comma 1, lett. c), ed e), c.p.p., in relazione agli art. 127, 666, 178
e 179 c.p.p., perché l’ordinanza impugnata era stata pronunciata de plano e
senza motivazione o con motivazione contraddittoria o manifestamente illogica.

Data Udienza: 12/12/2017

Precisa che, nel caso di specie, non ricorreva una delle ipotesi specifiche che
consentivano al Giudice l’emissione di un decreto motivato d’inammissibilità ex
art. 666 comma 2, c.p.p., perché non si trattava né di una richiesta
manifestamente infondata per difetto delle condizioni di legge né di mera
riproposizione di una richiesta già rigettata. L’emissione dell’ordinanza

de plano

determinava una nullità di ordine generale e di carattere assoluto, rilevabile
d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento ai sensi degli art. 178 e 179
c.p.p., perché comportava l’omessa citazione dell’imputato e l’assenza del suo

Con il secondo motivo, deduce la violazione dell’art. 606, comma 1, lett. c)
ed e), c.p.p., in relazione all’art. 175 c.p.p., con riferimento all’individuazione del
dies a quo del termine di cui all’art. 175, comma 2bis, c.p.p. in relazione alla
richiesta di restituzione in termini del 17.11.2016 e per mancanza,
contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione. Osserva che aveva
ricevuto effettiva conoscenza del decreto penale n. 2591/16 il 9.11.2016 e non il
12.10.2016. Lamenta che nella comunicazione dell’11.10.2016 non erano state
indicate le generalità della persona a cui era stata consegnata la raccomandata
n. 783207850452 del 7.10.2016, cronologico 9070, rendendo impossibile
qualsiasi tentativo di ricerca, perché nella comunicazione si leggeva solo che “la
notifica a causa della sua assenza è stata effettuata nelle mani della signor/a
add. ric. att. che si è qualificato come: al servizio del destinatario”. Peraltro, la
comunicazione era stata inviata in Gragnano, via S. Croce, senza numero civico,
e non al suo indirizzo in via Volte n. 16. A seguito della ricezione della
comunicazione di avvenuta notifica, era venuta a conoscenza dell’esistenza
dell’atto giudiziario, ma non che si trattasse di un decreto penale di condanna né
del suo contenuto, comprendente la precisa cognizione dei suoi estremi autorità, data, oggetto – , secondo quanto espressamente previsto dall’art. 175,
comnna 2 e 2bis, c.p.p. Risalendo la conoscenza effettiva dell’atto al 9.11.2016,
l’istanza avanzata dal Difensore non poteva considerarsi tardiva.

CONSIDERATO IN DIRITTO

3. E’ fondato il secondo motivo di ricorso, la cui decisione rende
irrilevante, nel caso di specie, la statuizione sul primo motivo.
Ed invero, risulta in atti che la notifica del decreto penale di condanna è
stata effettuata a mezzo posta con la raccomandata n. 783207840452 spedita da
Bologna il 7.10.2016 ed indirizzata a Gragnano, via Volta 16, consegnata a tale
Calabrese Maria che la ricorrente assume non facente parte della sua famiglia
anagrafica, cui è seguita la spedizione della raccomandata n. 76702186283-8,
che la stessa non nega di aver ricevuto. Evidenzia, però, che sulla seconda

2

difensore.

cartolina non erano indicati gli estremi dell’atto giudiziario notificato, sicché
aveva concretamente conosciuto del decreto penale di condanna al momento
dell’accesso al Tribunale di Bologna.
Orbene, il laconico provvedimento del Giudice per le indagini preliminari,
che si limita a dar atto che la ricorrente abbia ricevuto la seconda cartolina, non
dà conto adeguatamente degli accertamenti svolti ai fini della “conoscenza
effettiva” del decreto penale di condanna richiesta dall’art. 175, connma 2, c.p.p.
ai fini della sua opposizione.

sentenza Sez. 4, n. 11476 del 9.2.2017, Mariani, Rv 230789, con ampi richiami
giurisprudenziali ai precedenti rilevanti che, a seguito della modifica normativa
dell’art. 175, comma 2, c.p.p., da ultimo con l’art. 11, comma 6, L. n. 67/14, la
nuova disciplina della restituzione in favore del contumace, a differenza della
precedente, pone a carico del giudice l’onere di reperire in atti l’eventuale prova
contraria rispetto alla presunzione di non conoscenza e, più in generale, di
svolgere le verifiche necessarie ad accertare se il condannato abbia avuto
effettiva conoscenza del procedimento e abbia volontariamente rinunciato a
comparire (cfr. sul punto, Sez. 6, n. 2718 del 16/12/2008, Holczer, Rv.242430 e
Sez. 4, n. 23137 del 14/05/2008, Mostardini, Rv.240311). Ne consegue che
l’istanza di restituzione nel termine può essere rigettata solamente quando il
giudice abbia conseguito certezza, sulla base di dati fattuali concreti e non di
mere ipotesi congetturali, in ordine alla “effettiva conoscenza” del procedimento
o del provvedimento da parte dell’interessato, valutati tutti gli elementi
eventualmente anche acquisiti d’ufficio.
Nella specie, l’attività consistita nell’acquisizione a mezzo Cancelleria della
seconda cartolina, in virtù di provvedimento del 23 o 29.12.2016, non appare
sufficiente ad assolvere l’obbligo di legge come interpretato da questa Corte,
perché non risultano fugati i dubbi sull’effettiva conoscenza come evidenziati nel
ricorso per cassazione, imponendosi quindi l’annullamento con rinvio del
provvedimento impugnato per nuovo esame.

P.Q.M.
annulla l’ordinanza impugnata con rinvio per nuovo esame al Tribunale di
Bologna.
Così deciso, il 12 dicembre 2017.

Questa Corte ha chiarito in plurime occasioni e, tra le ultime, con

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA