Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 2798 del 11/12/2015


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 2798 Anno 2016
Presidente: FIANDANESE FRANCO
Relatore: RECCHIONE SANDRA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
GIAQUINTO MICHELINA N. IL 19/09/1960 parte offesa nel
procedimento
c/
IGNOTI
avverso l’ordinanza n. 6805/2013 GIP TRIBUNALE di BOLOGNA, del
12/09/2013
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. SANDRA RECCHIONE;
(2)-e)1-4 r ALA LAA-f
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lette/s2t1’te le conclusioni de,LPG Dott.

Uditi difensór Avv.;

Data Udienza: 11/12/2015

RITENUTO IN FATTO

1. Il Giudice per le indagini preliminari di Bologna archiviava il procedimento
senza che la persona offesa avesse avuto, come richiesto, la notifica dell’avviso
ex art. 408 cod. proc. pen.

2. Avverso tale sentenza proponeva ricorso per cassazione il difensore della
persona offesa

che deduceva violazione dell’art. 408 cod. proc. pen. e

Il ricorrente dichiarava di avere avuto contezza del decreto di archiviazione
attraverso un accesso agli atti effettuato in data 19 febbraio 2015.

3. Il Procuratore generale con requisitoria scritta concludeva per l’annullamento
senza rinvio del provvedimento impugnato.

CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è fondato
1.1.11 collegio condivide la giurisprudenza secondo cui l’ omesso avviso della
richiesta di archiviazione alla persona offesa che ne abbia fatto richiesta
determina la violazione del contraddittorio e la conseguente nullità, ex art. 127,
comma quinto, cod. proc. pen., del decreto di archiviazione emesso “de plano”, il
quale è impugnabile con ricorso per cassazione nel termine ordinario di quindici
giorni, decorrente dal momento in cui l’interessato ha avuto effettiva conoscenza
del provvedimento (Cass. sez. 4, n. 49764 del 13/11/2014, Rv. 261172 Cass.
sez. 4 n. 8006 del 15.11.2013, dep. 2014, Rv. 259270, Sez. 2 n. 20186
de108/02/2013, Rv. 255968; sez. 6, n. 8408 del 06/02/2013, Rv. 254767; sez.
3, n. 11543 del 27/11/2012 – dep. 12/03/2013, Rv. 254743; sez. 5, n. 5139 del
30/11/2010 – dep. 11/02/201, Rv. 249694; sez. 5, n. 5139 del 30/11/2010, rv.
249694; sez. 2, n. 44391 del 26/11/2010, rv. 248897; sez. 5, n. 17201 del
26/11/2008, rv. 243594; sez. 6, n. 37905 del 10/06/2004).
Il rimedio esperibile contro il decreto di archiviazione pronunciato de plano n
dal giudice per le indagini preliminari nel caso di omesso avviso della richiesta di
archiviazione alla persona offesa che abbia dichiarato di voler essere informata c
è, in ogni caso, quello di all’art. 409 comma 6 cod. proc. pen.. Infatti, tale ultima
disposizione, pur riferendosi all’ordinanza di archiviazione pronunciata a seguito
di udienza camerale ex art. 127 cod. proc. pen., trova diretta applicazione nella
fattispecie, ritenuta analoga dalla giurisprudenza maggioritaria, al caso
dell’omesso avviso dell’udienza camerale alla persona offesa. Il citato art. 409,
comma 6, prevede che il provvedimento di archiviazione sia ricorribile per
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conseguente lesione del diritto di difesa per lesione del diritto al contraddittorio.

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cassazione solo nei casi di nullità previsti dall’art. 127, comma 5; casi che
ricomprendono proprio quello in cui non sia stata consentita (per omesso avviso
della richiesta di archiviazione o per omesso avviso dell’udienza camerale) la
partecipazione all’udienza della persona offesa. Il legislatore ha così inteso
prevedere un rimedio analogo – anche se limitato alle sole ipotesi di nullità – a
quello generale previsto dall’art. 127, comma 7, contro le ordinanze pronunciate
all’esito del procedimento in camera di consiglio.
Deve, di conseguenza, ritenersi che il termine per attivare detto rimedio sia

lett. a), cod. proc. pen.: il termine è, dunque, di 15 giorni e non di 10 giorni,
trattandosi di un vero e proprio termine di impugnazione e non di un termine
desunto in via analogica da quello per la presentazione dell’opposizione (previsto
dall’art. 408, comma 3, cod. proc. pen.). Una tale analogia non pare, infatti,
configurabile, non avendo detta opposizione la natura di impugnazione, perché
proponibile solo prima che il giudice provveda sulla richiesta di archiviazione. La
circostanza, poi, che l’impugnazione abbia per oggetto una nullità assimilabile a
quelle previste dall’art. 127, comma 5, cod. proc. pen. e, più in particolare, a
quella relativa alla mancata notificazione alla persona offesa dell’avviso di
fissazione dell’udienza camerale, non muta il regime di detto gravame, che è un
ordinario ricorso per cassazione, e del momento di inizio della decorrenza del
relativo termine.
1.2. Nel caso di specie non sono emersi elementi che inducano a ritenere non
veritiera quanto dichiarato dalla persona offesa che ha affermato di essere
venuto a conoscenza del provvedimento di archiviazione con un accesso agli atti
del 19 febbraio 2015. Il ricorso deve dunque considerarsi tempestivo.

P.Q.M.
Annulla senza rinvio il provvedimento impugnato e dispone la trasmissione
osme
degli f al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bologna
Così deciso in Roma, il giorno 11 dicembre 2015.

sottoposto al regime generale dì cui all’art. 585 comma 1, lett. a) e comma 2,

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