Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 2783 del 04/12/2012


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 2783 Anno 2013
Presidente: SIRENA PIETRO ANTONIO
Relatore: BLAIOTTA ROCCO MARCO

Data Udienza: 04/12/2012

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
f) SILENZI LORENZO N. IL 21/10/1936 * C/ –
45 TRUCCHIA MARIO N. IL 21/06/1950 * C/ — ;
4) HESAMBELIU ENDZELL N. IL 10/03/1958
avverso la sentenza n. 1341/2003 CORTE APPELLO di ANCONA, del
21/10/2010
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA -UDIENZA del 04/12/2012 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. ROCCO MARCO BLAIOTTA A
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. fq4 ; 4tin
che ha concluso per

Udito, per la parte civile, l’Avv.

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Uditi difenson:Avv.
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Motivi della decisione
1. Il Tribunale di Macerata, sezione distaccata di Civitanova Marche, ha
assolto gli imputati in epigrafe dal reato di lesioni gravissime in danno del
lavoratore Hasan Belliu. A seguito di impugnazione della parte civile la pronunzia
assolutoria è stata confermata dalla Corte d’appello di Ancona.
dell’azienda Due Esse S.p.A. i era stato mosso l’addebito di non aver dotato di
opportuni ripari o protezione la pressa per la produzione di fondi per le calzature
con la quale operava il dipendente, che veniva colpito al capo da uno stampo in
avaria che si proiettava oltre la sua normale corsa.
I giudici di merito hanno adottato pronunzia assolutoria essendo emerso
che non si configurava alcuna condotta rimproverabile degli imputati; giacché la
macchina in esame non era priva di alcuno degli apparati di protezione prescritti
dalla legge, né lo stampo risultava in avaria. L’evento lesivo è stato attribuito a
causa accidentale, come del resto riferito fin dall’inizio dall’Inali.
2.

Ricorre per cassazione la parte civile deducendo

mancanza,

contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione. Si assume che la Corte
d’appello ha omesso di esaminare le ragioni esposte nell’atto d’impugnazione. In
particolare, senza adeguato approfondimento ed alla luce solo delle prime
sommarie acquisizioni, si è ritenuto che le lesioni subite dal lavoratore fossero di
modesta entità. Tale valutazione è in contrasto con la documentazione in atti e
con le conclusioni dell’attività medicolegale. Occorre d’altra parte considerare che
l’Inali ha ritenuto l’esistenza del nesso causale tra l’infortunio e le gravi lesioni
riportate. Senza ragione, pertanto, è stata disattesa la richiesta di perizia
medica.
Oggetto di censura è altresì la valutazione compiuta dal giudice di merito
in ordine all’inattendibilità di un teste, al quale si è attribuito un atteggiamento di
risentimento nei confronti dell’azienda. D’altra parte, la circostanza che costui
non sia stato formalmente sentito nel corso delle indagini preliminari non vale a
ritenerne l’inaffidabilità. Inoltre, tale teste è l’unico che può riferire i fatti per
scienza diretta. Costui ha dato conto ampiamente della vetustà e
dell’inadeguatezza del macchinario utilizzato.
3. Il ricorso è infondato.
La sentenza impugnata evoca e condivide le valutazioni del primo giudice.
Si considera in primo luogo che è stato accertato che la macchina utilizzata dal

Agli imputati, nelle vesti di amministratore unico e di direttore di fabbrica

lavoratore era perfettamente funzionante e rispettava tutte le norme
antinfortunistiche. Inoltre, tutte le indagini medico-legali esperite hanno
consentito di ritenere che non si sia in presenza di lesione traumatica ma
ischemica. Tale apprezzamento trova base nella diagnosi di pronto soccorso, in
un certificato del medico di fiducia della parte civile e nella successiva Tac che
attribuiva l’evento lesivo ad esito ischemico piuttosto che a lesione traumatica da
contraccolpo. Tale situazione rende inutile una perizia, in considerazione anche
del fatto che sono trascorsi oltre 15 anni dall’epoca dell’evento. D’altra parte, si
un botto né un’esplosione; nessuno ha dichiarato che l’infortunato era svenuto o
era pieno di sangue. Tali circostanze venivano riferite da un solo teste che non
nascondeva un certo risentimento nei confronti dell’azienda. L’argomentazione
trova il finale suggello nella considerazione che, come ritenuto dal primo giudice,
la macchina cui l’infortunato era addetto era stata acquistata poco tempo prima,
fu trovata perfettamente funzionante dall’ispettore e dotata di congegni
antinfortunistici rispettosi delle norme vigenti.
Tale apprezzamento si sottrae alle indicate censure: plurimi significativi e
coerenti argomenti probatori vengono analiticamente considerati e collegati: la
natura delle lesioni; l’efficienza della macchina; la mancanza di segni di un
evento traumatico. In tale non controversa situazione probatoria il gravame
tenta in larga misura di sollecitare questa Corte alla riconsiderazione del merito,
senza produrre argomenti in grado di inficiare seriamente la motivazione ed il
suo iter logico.
Il ricorso deve essere conseguentemente rigettato. Segue per legge la
condanna al pagamento delle spese processuali.

P qm
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali.
Roma 4 dicembre 2012
IL CONSIGLIERE ESTENSORE
(Rocco Marco BLAIOTTA)

L:2=1

IL PRESIDENTE
(Pietro Antonio SIRENA)

considera ancora, tutti i testi hanno concordemente riferito di non aver sentito

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

IV Sezione Penale

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