Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 2685 del 10/11/2015


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 2685 Anno 2016
Presidente: FIANDANESE FRANCO
Relatore: VERGA GIOVANNA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
MANGIAVILLANO GIUSEPPE N. IL 11/01/1985
avverso la sentenza n. 26/2013 TRIB.SEZ.DIST. di CIVIDALE DEL
FRIULI, del 08/10/2013
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 10/11/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. GIOVANNA VERGA
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
che ha concluso per ; e (1.-;(fe_eZ’

Udito, per la parte civile, l’Avv
Udit i difensor Avv.

Data Udienza: 10/11/2015

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con sentenza in data 8 ottobre 2013 il Tribunale di Udine dichiarava MANGIAVILLANO
Giuseppe responsabile del reato di cui all’articolo 709 codice penale così riqualificato il fatto
originariamente contestato come ricettazione e lo condannava alla pena di euro 500 di
ammenda.

Ricorre per cassazione personalmente l’imputato deducendo :

l’insussistenza dell’elemento soggettivo del reato. Rileva comunque erronea
applicazione dell’articolo 709 codice penale considerato che la provenienza criminosa
deve costituire un dato certo del quale deve essere data piena dimostrazione all’esito
dell’istruttoria dibattimentale, non bastando, a differenza di quanto richiesto per
l’acquisto di cose di sospetta provenienza di cui all’articolo 712 codice penale, che la
provenienza fosse semplicemente sospettabile al momento dell’acquisto. Ritiene che
detta certezza non è emersa dagli elementi probatori;
2. mancanza di motivazione in ordine al diniego del beneficio della sospensione
condizionale della pena;
3. mancanza di motivazione in ordine al diniego di concessione della beneficio della non
menzione

Premesso che il fatto è stato riqualificato ex art. 709 c.p.p. in accoglimento del gravame
dell’imputato deve rilevarsi che la prima doglianza è formulata in modo assolutamente
aspecifico. La mancanza di specificità del motivo, invero, dev’essere apprezzata non solo per la
sua genericità, come indeterminatezza, ma anche per la mancanza di correlazione tra le
ragioni argomentate dalla decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell’impugnazione,
questa non potendo ignorare le esplicitazioni del giudice censurato senza cadere nel vizio di
aspecificità, conducente a mente dell’art. 591 cod. proc. pen., comma primo, lett. c),
all’inammissibilità.
Gli ulteriori motivi sono fondati non avendo la Corte Territoriale fornito risposta in ordine alla
avanzata richiesta di non menzione ed itinze=21±zatizeimeramente apparente con riguardo
alla richiesta sospensione condizionale della pena.
La sentenza deve pertanto essere annullata limitatamente alla concedibilítà dei benefici di
legge con rinvio al Tribunale di Udine. Deve essere dichiarata irrevocabile la sentenza sul capo
relativo alla responsabilità

1

1. violazione dell’articolo 709 codice penale e vizio della motivazione. Lamenta

P.Q.M

Annulla la sentenza impugnata limitatamente alla concedibilità dei benefici di legge con rinvio
al Tribunale di Udine dichiarava irrevocabile la sentenza sul capo della responsabilità
Così deliberato in Roma il 10.11.2015

Giovanna VERGA_

Il Presidente
F anco FIA DANESE

Il Consigliere estensore

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