Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 2651 del 11/12/2012


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 2651 Anno 2013
Presidente: GIORDANO UMBERTO
Relatore: CAPRIOGLIO PIERA MARIA SEVERINA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
1) COSTA FRANCESCO N. IL 16/10/1979
avverso l’ordinanza n. 144/2011 CORTE APPELLO di REGGIO
CALABRIA, del 13/12/2011
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PIERA MARIA
SE’VERINA CAPRIOGLIO;
lette/ste le conclusioni del PG gett. ck;

clp r

Udit i difensor

Data Udienza: 11/12/2012

ritenuto in fatto

1. Con ordinanza del 13.12.2011 la 6rte d’appello di Reggio Calabria rigettava
l’istanza di applicazione dell’indulto avanzata nell’interesse di COSTA Francesco ,
rilevando che il medesimo era stata condannato con sentenza 13.5.2010 definitiva il
5.4.2011, per il reato di cui all’art. 74 c. 4 dpr 309/90, quale capo dell’associazione
ritenuta, reato ostativo alla concessione dell’indulto, in base alla previsione di cui

attenuanti generiche.

2. Avverso tale pronuncia, ha proposto ricorso per eassazione la difesa del
prevenuto per dedurre violazione di legge ( artt. 2 I. 241/2006 in relazione all’art. 74
dpr 309/90 e 69 cod.pen), nonché vizio di motivazione sul punto: vien fatto di
rilevare che dal calcolo della pena che operò la corte d’appello non si farebbe
menzione dell’aggravante suindicata; non sarebbe evincibile con nettezza se la
valutazione delle concesse circostanze attenuanti generiche , sia avvenuta in
termini di prevalenza, cosicchè per il principio del favor rei dovrebbe ritenersi esclusa
l’aggravante in questione. Aggravante che sarebbe stata esclusa tra l’altro per i
coimputati giudicati in separato processo, profilo sul quale sarebbe stata omessa ogni
valutazione.

3.

Il Procuratore Generale ha chiesto

di qualificare il ricorso come

opposizione ex art. 667 cod.proc.pen.

Considerato in diritto.

Il ricorso deve essere qualificato come opposizione con conseguente
trasmissione degli atti alla corte d’appello di Reggio Calabria per il giudizio di
opposizione. Secondo la giurisprudenza più recente nelle materie attribuite al giudice
dell’esecuzione ai sensi dell’art. 676 cod.proc.pen., fra cui è compresa quella della
estinzione della pena, avverso il provvedimento del giudice dell’esecuzione, sia che
questi abbia deciso de plano ai sensi dell’art. 667, comma 4, cod.proc.pen., sia che
abbia provveduto irritualmente ex art 666 stesso codice, è data solo la facoltà di
proporre opposizione ( sez. I ,

16.1.2008, n. 4120) ; tale modus opinandi trova la

sua ratio nel fatto che il ricorrente è stato comunque privato della fase del “riesame”
del provvedimento da parte del giudice dell’esecuzione, il quale, al contrario del
giudice di legittimità, ha cognizione piena delle doglianze ed è il giudice deputato a
prendere in esame tutte le questioni che il ricorrente non è stato in grado di

2.

all’art. 1 I. 241/2006, a nulla rilevando che siano state concesse le circostanze

sottoporre ad un giudice di merito in quanto sostanzialmente privato di un grado di
giudizio in una materia per cui il legislatore ha previsto la fase della opposizione
proprio per la sua peculiarità.

p.q.m.

Qualificato il ricorso come opposizione, ordina trasmettersi gli atti alla Corte

Così deciso in Roma, addì 11 Dicembre 2012.

d’appello di Reggio Calabria.

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