Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 2607 del 21/11/2012


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 2607 Anno 2013
Presidente: GIORDANO UMBERTO
Relatore: LOCATELLI GIUSEPPE

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
1) BELLASTELLA ALESSANDRO N. IL 19/03/1986
avverso l’ordinanza n. 789/2010 GIP TRIBUNALE di FIRENZE, del
24/05/2011
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GIUSEPPE
LOCATELLI;
lette/matite-le conclusioni del PG Dott.
obtav2 D■

– iskAA:caLLO.A.A:

Udit i difensor Avv.;

I

t.,0

141- avt’ 2A0

Data Udienza: 21/11/2012

RITENUTO IN FATTO
Con ordinanza del 24.5.2011 il Giudice delle indagini preliminari del
Tribunale di Firenze, in funzione di giudice dell’esecuzione, rigettava la
richiesta presentata da Bellastella Alessandro di applicazione della
disciplina della continuazione sui fatti di reato giudicati con le seguenti
sentenze:1) Tribunale Lucca di condanna per il delitto di concorso in
rapina commesso il 12.7.2008 in Viareggio; 2)Giudice dell’udienza

porto d’armi commesso il 21.8.2007 in Riccione; 3) Giudice delle indagini
preliminari del Tribunale di Firenze di condanna per il delitto previsto
dall’art. 73 d.P.R.9 ottobre 1990 n.309 commesso il 17.2.2009.
Avverso l’ordinanza di rigetto il difensore ricorre per vizio di
violazione d legge, illogicità e contraddittorietà della motivazione così
articolati: il giudice dell’esecuzione non ha valutato lo stato di
tossicodipendenza e non ha considerato che il lasso temporale
intercorrente tra le due rapine è dovuto al fatto che “medio tempore”
Bellastella Alessandro è stato detenuto, riprendendo a delinquere una
volta liberato.

CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è infondato.
Lo stato di tossicodipendenza

è stato valutato dal giudice

dell’esecuzione ma ritenuto da solo insufficiente a costituire prova della
preventiva ed unitaria deliberazione criminosa comprendente tutti i fatti
di reato. La statuizione è conforme alla giurisprudenza di questa Corte
secondo cui la consumazione di più reati in relazione allo stato di
tossicodipendenza non è condizione sufficiente ai fini del riconoscimento
della continuazione, in mancanza di altri elementi concordanti. (Sez. 1,
n. 39287 del 13/10/2010 – dep. 05/11/2010, Presta, Rv. 248841).
La circostanza che tra il primo episodio di rapina ed il secondo sia
decorso un lasso temporale di un anno, dovuto alla restrizione in carcere
dell’agente dopo la commissione del primo fatto, costituisce elemento
che rafforza e non sminuisce la logicità del giudizio espresso dal giudice
dell’esecuzione circa la mancanza della previa deliberazione criminosa

preliminare del Tribunale di Rimini di condanna per il delitto di rapina e

comprensiva di tutti i reati commessi prima e dopo la restrizione in
carcere.
A norma dell’art.616 cod.proc.pen. Il ricorrente deve essere
condannato al pagamento delle spese processuali.
P.Q.M.

Rigetta il ricorso.Condanna al pagamento delle spese processuali.

Così deciso in Roma il 21.11.2012

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