Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 25907 del 17/06/2015

Penale Ord. Sez. 6 Num. 25907 Anno 2015
Presidente: CONTI GIOVANNI
Relatore: CAPOZZI ANGELO

ricorso proposto da:
A.A.
avverso la sentenza n. 16904/2014 CORTE DI CASSAZIONE di
ROMA, del 09/10/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANGELO CAPOZZI;
Usi

Data Udienza: 17/06/2015

RITENUTO IN FATTO

1. A.A., propone ricorso straordinario ai sensi dell’art.
625bis avverso la sentenza emessa da questa Corte (Sez. II) n.
43881/2014 del 9.10.2014 ( dep. 22.10.2014) con la quale è stata

sentenza emessa dalla Corte di appello di Milano che ha riconosciuto la
responsabilità del predetto in relazione al delitto di riciclaggio.
2. Deduce il ricorrente l’errore di fatto consistito nella mancata percezione
della questione sollevata con il quarto motivo di ricorso dichiarato
inammissibile dalla Corte di legittimità sulla base dell’erroneo assunto
secondo il quale esso postulava una rilettura delle prove e degli elementi
fattuali esaminati dal giudice di merito. Osserva il ricorrente che, al
contrario, esso è stato proposto sulla base dell’assunto degli stessi
giudici di merito circa la sussistenza del concorso del A.A. nel
reato di appropriazione indebita presupposto di quello di riciclaggio,
censurandosi – con il proposto motivo – l’omessa conclusione che da tale
ricostruzione proveniva in ordine alla insussistenza del delitto di
riciclaggio in capo allo stesso A.A..

CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è inammissibile perché tardivamente proposto.
1.

In tema di ricorso straordinario per errore di fatto, la data di
presentazione rilevante ai fini della tempestività – salvo i casi
espressamente previsti, ex artt. 582 e 583 cod. proc. pen. – è quella in
cui l’atto perviene all’ufficio competente a riceverlo, restando quindi a
carico dell’impugnante il rischio che l’impugnazione, presentata ad un
ufficio diverso da quello indicato dalla legge, sia dichiarata inammissibile
per tardività (Sez. 1, n. 3695 del 22/12/2010, Vago, Rv. 249552).

2.

Nella specie, il ricorso è stato depositato al Tribunale di Milano il
20.4.2015 e trasmesso a questa Corte ove è pervenuto il successivo
5.5.2015. Essendo scaduto il termine per impugnare in data 20.4.2015,
il ricorso deve pertanto ritenersi tardivamente proposto. E ciò al di là
dell’evidente rilievo secondo il quale la Corte ha espressamente ritenuto
che lo svuotamento della casse del gruppo MQM era stato operato dal
1

annullata con rinvio, limitatamente al trattamento sanzionatorio, la

R.R. ( v. pg. 7 punto 3 della sentenza impugnata) che aveva
trasferito le somme al A.A. e che «una volta accertato che il
reato presupposto consiste nell’appropriazione indebita, deve escludersi
che il A.A. possa essere considerato concorrente nel reato di
appropriazione indebita commesso dal R.R. ai danni delle società
MQM» ( v. pg. 8 punto 5 della sentenza), giudizio al quale conseguiva
la inammissibilità del motivo proposto che, al contrario, deduceva il
concorso del A.A. nel reato presupposto, introducendo una

3.

Alla inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente
al pagamento delle spese processuali e della somma che si stima equo
determinare in euro 1.000,00 in favore della cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento
delle spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in favore della
cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, 17.6.2015.

evidente quanto opposta valutazione in fatto.

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