Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 2243 del 16/11/2012


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 2243 Anno 2013
Presidente: SQUASSONI CLAUDIA
Relatore: MULLIRI GUICLA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
Unabor Stanley, nato in Nigeria il 12.6.88
imputato art. 73 T.U. stup.
avverso la sentenza del Tribunale di Catania del 28.2.12
Sentita la relazione del cons. Guida Mùlliri;
Letta la richiesta del P.G. che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso;
osserva
Con il provvedimento impugnato, al ricorrente è stata applicata la pena di anni 2 mesi 6
di reclusione e 2400 C di multa in ordine al reato di cui all’art. 73 T.U. 309/90.
La presente impugnazione censura la decisione impugnata per vizio di motivazione.
Il ricorso è manifestamente infondato e, quindi inammissibile.
A prescindere dalla sua genericità e sostanziale assertività (ragioni di per sé sole sufficienti a
giustificare la presente pronunzia) va, poi, rammentato che l’accordo sulla pena “esonera il giudice
dall’obbligo di motivazione sui punti non controversi della decisione” (

da ult., Sez. IL 12.10.05, P.M. In

Conseguentemente, anche una valutazione sintetica del fatto, operata in
sentenza, deve considerarsi più che sufficiente a giustificare la ratifica dell’accordo raggiunto
dalle parti. Ed infatti, per giurisprudenza costante di questa S.C. (risalente nel tempo, Sez. III 18,6.99,
proc. Scafidi , Rv. 232844).

Data Udienza: 16/11/2012

la sentenza del giudice di
merito che applichi la pena su richiesta delle parti (escludendo che ricorra una delle ipotesi di
proscioglimento previste dall’art. 129 c.p.p.) può essere oggetto di controllo di legittimità,
sotto il profilo del vizio di motivazione, soltanto se, dal testo della sentenza impugnata, appaia
evidente la sussistenza di una causa di non punibilità ex art. 129. Diversamente, (sez. V 15.4.99,
Barba, Rv. 213633) non è necessario che il giudice dia conto, nella motivazione, della esclusione di
tale causa, “essendo sufficiente anche una implicita motivazione” a riguardo.
Ciò è quanto, per l’appunto, avvenuto nella specie ove il giudice ha osservato
preliminarmente che non ricorrevano i presupposti per un proscioglimento ex art. 129 c.p.p.
ostandovi le risultanze del fascicolo, in particolare i verbali di arresto e sequestro in atti e la
consulenza tecnica e non avendo nulla osservato in proposito la difesa.

Alla presente declaratoria segue, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento
delle spese processuali ed al versamento alla Cassa delle Ammende della somma di 1500 C.

P.Q.M.
Visti gli artt. 610 e ss. c.p.p.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
ed al versamento alla Cassa delle Ammende della somma di 1500 C.

Così deciso in Roma nell’udienza del 16 novembre 2012

Il Pre idente

Bonacchi, Rv. 215071 – e ribadita anche di recente – sez. I 10.1.07, Brendolin, Rv. 236622),

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