Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 22272 del 25/01/2018


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 22272 Anno 2018
Presidente: TARDIO ANGELA
Relatore: BIANCHI MICHELE

SENTENZA
sul conflitto di competenza sollevato da:
TRIBUNALE LATINA nei confronti di:
TRIBUNALE DI ROMA
con il provvedimento del 10/07/2017 del TRIBUNALE di LATINA
sentita la relazione svolta dal Consigliere MICHELE BIANCHI;
sentite le conclusioni del PG dott. MARILIA DI NARDO, che ha chiesto dichiararsi
la competenza del tribunale di Roma.
Il difensore non è presente

Data Udienza: 25/01/2018

RITENUTO IN FATTO

1. Con ordinanza in data 7.7.2017 il Tribunale di Latina, ritenuta la propria
incompetenza per territorio a conoscere il procedimento nei confronti di Trifelli
Giuseppe, rispetto al quale il Tribunale di Roma, con sentenza pronunciata in
data 21.2.2012, aveva dichiarato la propria incompetenza, con trasmissione
degli atti al Procuratore della kpubblica presso il Tribunale di Latina, ha proposto

2. Il Tribunale di Roma aveva rilevato che le imputazioni ascritte a Trifelli
Giuseppe riguardavano fatti di usura ( capo 1), estorsione ( capo 3) e di
coltivazione di una pianta di marijuana, qualificatQai sensi dell’art. 73, comma 5,
dpr 309/90, commesso\ in Cisterna di Latina ( capo 4); che la competenza per
territorio doveva essere individuata, in relazione al più grave reato di cui al capo
4, nel Tribunale di Latina.

3. Il Tribunale di Latina ha osservato che, ai sensi della sentenza n. 32/2014
della Corte Costituzionale, il trattamento sanzionatorio della fattispecie di cui al
capo 4 risultava inferiore di quello previsto per le residue imputazioni, commesse
in Roma, e quindi la competenza per territorio doveva essere individuata nel
Tribunale di Roma.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il conflitto di competenza proposto – nella specie, negativo in quanto
due organi giurisdizionali hanno ricusato la cognizione sul medesimo fatto, dando
luogo alla situazione di stasi processuale, disciplinata dall’art. 28 cod. proc. pen.,
la cui risoluzione è demandata a questa Corte – concerne l’individuazione del
giudice competente per territorio a giudicare sulle imputazioni, ascritte a Trifellli
Giuseppe, di usura ( capo 1), estorsione ( capo 3), reati commessi in Roma, e di
coltivazione di una pianta di marijuana, qualificatQ ai sensi dell’art. 73, comma 5,
dpr 309/90, commessQin Cisterna di Latina ( capo 4) .

2. Ai fini della determinazione della competenza va applicato il principio
cd. della perpetuatio jurisdictionis, nel senso che la competenza va individuata
alla stregua della normativa vigente nel momento dell’esercizio della azione
penale ( Sez. 3, 20.10.2016, Sassetti, Rv. 269758; Sez. 1, 18.5.1994, Rv.
198191).

2

conflitto di competenza in relazione all’indicato procedimento penale.

3. Nel caso in esame, la richiesta di rinvio a giudizio, atto processuale con
cui è stata esercitata l’azione penale, è stata depositata in data 4.4.2012.
Alla data indicata non era ancora intervenuta la pronuncia della Corte
Costituzionale n. 32/2014, e quindi, all’epoca, il reato più grave era ancora il
capo 4, commesso nel circondario del Tribunale di Latina.
Si deve aggiungere che la pronuncia di incostituzionalità, quanto agli
effetti processuali, non ha efficacia retroattiva e quindi la sopravvenuta

determinazione della competenza.

4. Va quindi dichiarata la competenza del Tribunale di Latina, al quale
vanno trasmessi gli atti.

P.Q.M.

Dichiara la competenza del Tribunale di Latina cui dispone trasmettersi gli
atti.
Così deciso il 25.1.2018.

declaratoria di incostituzionalità della norma incriminatrice non rileva ai fini della

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