Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 2212 del 16/11/2012


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 2212 Anno 2013
Presidente: SQUASSONI CLAUDIA
Relatore: MULLIRI GUICLA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
Trifiletti Giovanni Luca, nato a Catania il 16.2.81
imputato art. 73 T.U. stup.
avverso la sentenza del Tribunale di Catania del 16.4.12

Sentita la relazione del cons. Guida Mùlliri;
Letta la richiesta del P.G. che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso;
osserva

Con il provvedimento impugnato, al ricorrente è stata applicata la pena di anni 1, mesi
8 di reclusione e 10.000 € di multa in ordine al reato di cui all’art. 73 T.U. 309/90. Con la
decisione,i1 giudice ha anche disposto la confisca dello stupefacente e del denaro in sequestro
La presente impugnazione censura il fatto che il giudice non abbia
motivato
adeguatamente in punto di mancato proscioglimento e che abbia disposto la confisca del
denaro, sebbene facoltativa, senza alcuna motivazione.
Il ricorso è manifestamente infondato e, quindi inammissibile.
A prescindere dalla sua genericità e sostanziale assertività (ragioni di per sé sole sufficienti a
giustificare la presente pronunzia) va, poi, rammentato che l’accordo sulla pena “esonera il giudice
dall’obbligo di motivazione sui punti non controversi della decisione” ( da ult., Sez. Il, 12.10.05, P.M. In
proc. ScafidI, Rv. 232844). Conseguentemente, anche una valutazione sintetica del fatto, operata in
sentenza, deve considerarsi più che sufficiente a giustificare la ratifica dell’accordo raggiunto

Data Udienza: 16/11/2012

dalle parti. Ed infatti, per giurisprudenza costante di questa S.C.

risalente nel tempo, Sez. III 18.6.99,

la sentenza del giudice di
merito che applichi la pena su richiesta delle parti (escludendo che ricorra una delle ipotesi di
proscioglimento previste dall’art. 129 c.p.p.) può essere oggetto di controllo di legittimità,
sotto il profilo del vizio di motivazione, soltanto se, dal testo della sentenza impugnata, appaia
evidente la sussistenza di una causa di non punibilità ex art. 129. Diversamente, (sez. V 15.4.99,
Barba, Rv. 213633) non è necessario che il giudice dia conto, nella motivazione, della esclusione di
tale causa, “essendo sufficiente anche una implicita motivazione” a riguardo.
Ciò è – esattamente – quanto avvenuto nella specie.
Lungi dall’essere giusta la censura difensiva, risulta, infatti, che il Tribunale ha fondato
le ragioni per escludere una sentenza di proscioglimento ex art. 129 c.p.p., sul richiamo alle
risultanze degli atti, in particolare, dal verbale di arresto e dalla misura custodiate disposta a
seguito che è stata anche confermata dal Tribunale per il Riesame sì da doversi escludere che,
allo stato emerga la prova dell’innocenza dell’imputato.
Non è giustificata neppure la censura in punto di confisca avendo, per contro, il giudice
spiegato che l’ablazione delle somme di denaro di cui l’imputato era in possesso sul libretto di
deposito è motivata dal fatto che esse erano «provento del reato di spaccio».
Alla presente declaratoria segue, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento
delle spese processuali ed al versamento alla Cassa delle Ammende della somma di 1500 C.
P.Q.M.
Visti gli artt. 610 e ss. c.p.p.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
ed al versamento alla Cassa delle Ammende della somma di 1500 C.
Così deciso in Roma nell’udienza del 16 novembre 2012

Il Consig

stensore

Bonacchl, Rv. 215071 – e ribadita anche di recente – sez. I 10.1.07, Brendolin, Rv. 236622),

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