Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 22078 del 12/04/2018


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 22078 Anno 2018
Presidente: PICCIALLI PATRIZIA
Relatore: CAPPELLO GABRIELLA

SENTENZA
sul ricorso proposto da:

CARRARA Davide 26/06/1974
avverso la ordinanza del TRIBUNALE di LECCO del 07 novembre 2017
visti gli atti;
fatta la relazione dal Cons. dott. Gabriella CAPPELLO;
lette le conclusioni del Procuratore Generale, in persona del dott. Gianluigi
PRATOLA, il quale ha chiesto l’annullamento senza rinvio del provvedimento impugnato, con trasmissione degli atti al Tribunale di Lecco per
l’ulteriore corso.

Data Udienza: 12/04/2018

Ritenuto in fatto
1. CARRARA Davide, imputato del reato di cui all’art. 590 co. 2 e 3, cod. pen. ai
danni di BERISHA Naim, dipendente della “Impresa VALAGUSSA s.r.I., in concorso con
VALAGUSSA Marco (questi nella qualità di legale rappresentante della ditta, il CARRARA
quale dipendente di essa e operatore abilitato di carrello elevatore telescopico), ha
proposto, a mezzo di difensore, ricorso per cassazione avverso l’ordinanza resa all’udienza

revocato il provvedimento di esclusione della costituzione della parte civile BERISHA Naim.
2.

Il ricorrente ha formulato un unico motivo, con il quale ha censurato il

provvedimento impugnato per abnormità e nullità insanabile, rilevando che l’ordinamento
conferisce al giudice solo la facoltà di escludere la parte civile precedentemente ammessa,
allorché accerti il difetto dei requisiti per la costituzione, ma non anche quella di revocare
un’ordinanza di esclusione precedentemente emessa nell’ambito del medesimo processo,
stante la perdurante possibilità per la persona offesa di esercitare l’azione civile e
trattandosi di provvedimento irrevocabile, non impugnabile ed immodificabile.
Con atto depositato in data 05 aprile 2018, la difesa del ricorrente ha dichiarato di
rinunciare all’impugnazione, essendo stata revocata, all’udienza del 27/03/2018 davanti al
Tribunale di Lecco, la costituzione di parte civile, con conseguente venir meno
dell’interesse a impugnare l’ordinanza di revoca della esclusione della parte civile.

Considerato in diritto
1. Il ricorso è inammissibile ai sensi dell’art. 591 comma 1 lett. d) cod. proc. pen.
2. La rinuncia all’impugnazione è rituale, promanando da difensore munito di apposita
procura speciale, rilasciata in data anteriore al deposito dell’atto di rinuncia (segnatamente a
margine dell’atto di ricorso).
3.

Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue, per la parte privata

ricorrente, la condanna al pagamento delle spese processuali e alla corresponsione di una
somma di denaro in favore della cassa delle ammende, che si ritiene equo determinare in
euro 500,00: infatti, l’art. 616 c.p.p. non distingue tra le varie cause di inammissibilità, con la
conseguenza che la condanna al pagamento della sanzione pecuniaria in esso prevista deve
essere inflitta non solo nel caso di inammissibilità dichiarata ex art. 606 c.p.p., comma 3, ma
anche nelle ipotesi di inammissibilità pronunciata ex art. 591 c.p.p., tra cui è ricornpreso il
caso della rinuncia all’impugnazione.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di euro cinquecento in favore della cassa delle ammende.
Deciso in Roma il 12 aprile 2018.
Il Presidente

Il Consigliere estensore

Pat a

Gabriella Cappello
2

dibattimentale del 07/11/2017, con la quale il Tribunale, in composizione monocratica, ha

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