Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 21956 del 09/01/2018


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 21956 Anno 2018
Presidente: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA
Relatore: COCOMELLO ASSUNTA

sentenza
sul ricorso proposto da:
Boccotti Oscar nato il 6/10/1975 a Milano;
avverso la sentenza del 7/7/2016 della Corte di Appello di Milano;
visti gli atti, il provvedimento impugnato, il ricorso;
sentita la relazione svolta dal Consigliere Dott.ssa Assunta Cocomello;
lette le conclusioni del Sostituto Procuratore Generale Dott. Pietro Gaeta che
chiede l’annullamento senza rinvio del provvedimento impugnato, perché il fatto
non costituisce reato;
RITENUTO IN FATTO
1. La Corte di Appello di Milano, con sentenza del 7/7/2016, confermava la
sentenza del Gip del medesimo Tribunale, emessa in data 15/1/2015, che,
all’esito di giudizio abbreviato, condannava Boccotti Oscar alla pena di anni 1 di
reclusione, in relazione al reato di cui all’art. 75, comma 2, d.lgs. 6/9/2001 n.
159 , per aver contravvenuto agli obblighi impartiti con la misura di prevenzione
della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel
comune di Milano, in quanto arrestato in flagranza del reato di furto commesso
in Milano, il 27 marzo 2011.
2.

La Corte di Appello, in replica al rilievo difensivo sull’eccessiva pena

irrogata, ne ribadiva la congruità, precisando che non poteva ritenersi eccessiva
una pena base determinata in misura di poco superiore al minimo edittale e di
molto inferiore al massimo, a fronte di un fatto commesso da soggetto
pluripregiudicato, considerata, inoltre, la concessione in suo favore delle
attenuanti generiche .
3. Avverso il suddetto provvedimento ha proposto ricorso per Cassazione
l’imputato, per il tramite del proprio difensore, eccependo, con unico motivo,

Data Udienza: 09/01/2018

erronea applicazione dell’art. 133 cod. pen. e vizio di motivazione. La difesa si
duole dell’errata valutazione della personalità dell’autore del fatto ai fini della
determinazione in concreto della pena, nonché della circostanza che il
provvedimento si limita a recepire acriticamente la sentenza impugnata
rinviando genericamente alla sua motivazione.

1. Il ricorso deve essere accolto anche se in relazione a rilievo diverso, ed
assorbente, rispetto a quello dedotto nel motivo formulato dalla difesa
dell’imputato.
1.1 Si osserva, in via preliminare, che a seguito della pronuncia della Corte
EDU, 23/11/2016, De Tommaso c. Italia- secondo cui la formulazione relativa
agli obblighi di “vivere onestamente e rispettare le leggi “non presenta caratteri
di sufficiente tassatività e determinatezza, non fornendo ai consociati adeguate
indicazioni in ordine alle specifiche norme la cui inosservanza potrebbe esporli a
conseguenze pregiudizievoliV… le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, in
relazione al reato previsto dall’art. 75, comma secondo, D. Lgs. n. 159 del 2011
hanno affermato che l’inosservanza delle prescrizioni generiche di

“vivere

onestamente” e di “rispettare le leggi” da parte del soggetto sottoposto alla
sorveglianza speciale con obbligo o divieto di soggiorno, non configura il reato
suddetto, il cui contenuto precettivo è integrato esclusivamente dalle prescrizioni
c.d. specifiche, mentre la suddetta inosservanza può rilevare soltanto ai fini
dell’eventuale aggravamento della misura di prevenzione (Sez. Un. n. 40076 del
27/04/2017, Paternò, rv. 270496).
2.

Sulla base di tali principi deve ritenersi che la condotta contestata

all’imputato, che colto in flagranza di reato avrebbe violato le generiche
prescrizioni di vivere onestamente impartite con la misura di prevenzione, non
integra il reato di cui all’art. 75, comma 2, d.lgs. n.159 del 2011 e che, pertanto,
la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste
Così deciso, il 9/1/2018

CONSIDERATO IN DIRITTO

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