Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 21823 del 08/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 21823 Anno 2018
Presidente: TRONCI ANDREA
Relatore: VILLONI ORLANDO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
MARSILI ALFREDO nato il 13/01/1943 a ROMA

avverso la sentenza del 10/10/2016 della CORTE APPELLO di PERUGIA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ORLANDO VILLONI;

Data Udienza: 08/03/2018

MOTIVI DELLA DECISIONE

Marsili Alfredo ricorre contro l’indicata sentenza della Corte d’Appello di Perugia
che ne ha ribadito la responsabilità in ordine al reato di cui all’art. 346 cod. pen.,
confermando la pena inflittagli in primo grado in misura di otto mesi di reclusione ed C 400,00 di multa.
Il ricorrente deduce la nullità della sentenza impugnata per violazione dell’art.
161 cod. proc. pen. a causa della mancata notifica dell’avviso di udienza presso il

Roma, essendo invece la notifica stata eseguita presso la propria residenza.
A sostegno di tale deduzione, con successiva memoria il ricorrente ha prodotto
copia dell’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, contenente
dichiarazione di elezione di domicilio presso lo stesso avv. Benedetti.
Il ricorso è manifestamente infondato perché smentito dalle risultanze processuali.
Dal fascicolo si evince, infatti, che proprio l’avv. Benedetti risultava presente
all’udienza del 10/10/2016 celebratasi dinanzi alla Corte d’Appello di Perugia,
nessuna eccezione formulando riguardo alla citazione dell’imputato, ma semplicemente limitandosi a proporre istanza di differimento dell’udienza per legittimo impedimento del Marsili: si è dunque verificata sanatoria della nullità ai
sensi dell’art. 183 lett. a) cod. proc. pen.
Per completezza, va pure rilevato che nell’occasione il predetto legale ha
ottenuto dalla Corte territoriale la liquidazione del compenso per il patrocinio a
spese dello Stato.
Alla dichiarazione d’inammissibilità dell’impugnazione segue, come per legge,
la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della cassa delle ammende, che stimasi equo quantificare in C 3.000,00 (tremila).

P. Q. M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di Euro tremila in favore della cassa delle ammende.

domicilio eletto, presso lo studio del difensore avv. Gianluca Benedetti del Foro di

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