Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 21800 del 24/01/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 21800 Anno 2018
Presidente: MICCOLI GRAZIA
Relatore: MICHELI PAOLO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
BOUKADI SALAH nato il 01/08/1983

avverso la sentenza del 25/10/2016 del GIP TRIBUNALE di PADOVA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere PAOLO MICHELI;

Data Udienza: 24/01/2018

FATTO E DIRITTO
Salah Boukadi ricorre per cassazione avverso la pronuncia indicata in epigrafe,
emes’sa nei suoi confronti, ex art. 444 del codice di rito, dal Gip del Tribunale di Padova
(con riguardo ad un reato qualificato ai sensi dell’art. 495 cod. pen.). L’imputato deduce
inosservanza dell’art. 129 cod. proc. pen. e vizi di motivazione della sentenza impugnata,
per non avere il giudice di merito evidenziato le ragioni della insussistenza di cause di
proscioglimento.

E’ infatti necessario osservare che la motivazione contratta, avuto riguardo alla
speciale natura dell’accertamento in sede di sentenze ex art. 444 cod. proc. pen., deve
solo dare contezza della correttezza della qualificazione giuridica, dell’insussistenza di
cause di proscioglimento e della congruità della pena oggetto dell’accordo, tutti elementi
che il giudice di merito, nel caso in esame, risulta avere analizzato. Quanto
all’esclusione dell’applicabilità dell’art. 129 del codice di rito, il Gip ha operato un pur
generico richiamo agli atti di indagine: in tal modo, appare soddisfatto lo

standard

motivazionale per tale genere di decisioni, atteso che «nella motivazione della sentenza di
patteggiamento, il richiamo all’art. 129 cod. proc. pen. è sufficiente a far ritenere che il
giudice abbia verificato ed escluso la presenza di cause di proscioglimento, non
occorrendo ulteriori e più analitiche disamine al riguardo» (Cass., Sez. VI, n, 15927 del
01/04/2015, Benedetti, Rv 263082).
Ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., segue la condanna dell’imputato al pagamento
delle spese del procedimento, nonché – ravvisandosi profili di colpa nella determinazione
della causa di inammissibilità, in quanto riconducibile alla sua volontà (v. Corte Cost.,
sent. n. 186 del 13/06/2000) – al versamento in favore della Cassa delle Ammende della
somma di € 2.000,00, così equitativamente stabilita in ragione dei motivi dedotti.

P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso, e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di € 2.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 24/01/2018.

Il Consigliere estensore
Paolo Micheli

Il ricorso appare inammissibile.

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