Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 21779 del 24/01/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 21779 Anno 2018
Presidente: MICCOLI GRAZIA
Relatore: MICHELI PAOLO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
LEVACOVIC TOMMASO nato il 22/03/1967 a ROMA

avverso la sentenza del 19/05/2016 della CORTE APPELLO di FIRENZE
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere PAOLO MICHELI;

Data Udienza: 24/01/2018

FATTO E DIRITTO

Tommaso Levacovic ricorre per cassazione avverso la pronuncia indicata in epigrafe,
emessa nei suoi confronti dalla Corte di appello di Firenze; la declaratoria di penale
responsabilità dell’imputato riguarda un addebito ex artt. 489, 477 e 482 cod. pen.

Il

ricorrente lamenta violazione di legge e vizi della motivazione della sentenza impugnata,

un’autovettura) ebbe caratteristiche di tale evidenza da concretizzare una ipotesi di
grossolanità: tutte le alterazioni erano state infatti realizzate mediante l’utilizzo di un
pennarello nero, con segni facilmente asportabili, mentre l’apparente targa anteriore del
mezzo recava addirittura dati alfanumerici diversi da quella posteriore.
L’imputato rileva altresì l’intervenuta prescrizione del reato de quo.
Il ricorso deve ritenersi inammissibile, essendo fondato su motivi che afferiscono al
merito della vicenda, non ulteriormente sindacabili in questa sede: sia in primo che in
secondo grado, del resto, risulta emerso chiaramente come le alterazioni anzidette
potessero percepirsi, al più, a veicolo fermo, non certo durante la marcia (sì da rendere
l’auto facilmente impiegabile per gli spostamenti necessari alla commissione di attività
Criminose). La prescrizione, anche in ragione della contestata e ritenuta recidiva
qualificata, non risulta essersi maturata in data anteriore alla celebrazione del processo di
appello.
Ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., segue la condanna del ricorrente al pagamento
delle spese del procedimento, nonché – ravvisandosi profili di colpa nella determinazione
della causa di inammissibilità, in quanto riconducibile alla sua volontà (v. Corte Cost.,
sent. n. 186 del 13/06/2000) – a versare in favore della Cassa delle Ammende la somma
di C 2.000,00, così equitativamente stabilita in ragione dei motivi dedotti.

P. Q. M.

Dichiara inammissibile il ricorso, e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di C 2.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 24/01/2018.

sigliere estensore

Il P

!lite
iccoli

rappresentando che nel caso di specie il falso materiale accertato (relativo alla targa di

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA