Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 21772 del 24/01/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 21772 Anno 2018
Presidente: MICCOLI GRAZIA
Relatore: MICHELI PAOLO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COSTACHE ANGELA nato il 17/08/1978

avverso la sentenza del 10/12/2015 della CORTE APPELLO di L’AQUILA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere PAOLO MICHELI;

Data Udienza: 24/01/2018

FATTO E DIRITTO
Angela Costache ricorre personalmente avverso la sentenza indicata in epigrafe,
emessa nei suoi confronti dalla Corte di appello di l’Aquila; la dichiarazione di penale
responsabilità dell’imputata riguarda un addebito di furto aggravato.
La ricorrente lamenta violazione di legge e carenze motivazionali della decisione
impugnata, sia con riguardo alle argomentazioni ivi esposte per giungere alla conferma

Il ricorso deve ritenersi inammissibile, per manifesta infondatezza e genericità delle
doglianze.
Il primo motivo è sviluppato in termini del tutto astratti, senza evidenziare sotto
quale profilo le censure mosse alla decisione di primo grado con i motivi di gravame
sarebbero rimaste senza risposta (peraltro, con l’appello si era soltanto sollecitata una
riduzione della sanzione inflitta). Va poi ribadito che la graduazione della pena rientra
nella discrezionalità del giudice di merito, il quale la esercita, così come per fissare la
pena base, in aderenza ai principi enunciati negli artt. 132 e 133 cod. pen., sicché è
inammissibile la censura che, nel giudizio di cassazione, miri ad una nuova valutazione
della congruità del trattamento sanzionatorio (v. Cass., Sez. III, n. 1182/2008 del
17/10/2007, Cilia): nel caso di specie, appare correttamente valorizzata, in chiave
ostatrva ad una rivisitazione in melius della pena irrogata, la sussistenza di numerosi e
gravi precedenti.
Ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., segue la condanna dell’imputata al pagamento
delle spese del procedimento, nonché – ravvisandosi profili di colpa nella determinazione
della causa di inammissibilità, in quanto riconducibile alla sua volontà (v. Corte Cost.,
sent. n, 186 del 13/06/2000) – a versare in favore della Cassa delle Ammende la somma
di C 2.000,00, così equitativamente stabilita in ragione dei motivi dedotti.

P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso, e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di C 2.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 24/01/2018.

del giudizio di colpevolezza, sia in ordine al trattamento sanzionatorio.

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