Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 21769 del 24/01/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 21769 Anno 2018
Presidente: MICCOLI GRAZIA
Relatore: MICHELI PAOLO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
DE BENEDETTIS ANGELO nato il 29/08/1956 a SAN VALENTINO TORIO

avverso la sentenza del 27/06/2016 della CORTE APPELLO di FIRENZE
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere PAOLO MICHELI;

Data Udienza: 24/01/2018

FATTO E DIRITTO
Il difensore di Angelo De Benedettis ricorre avverso la sentenza indicata in epigrafe,
emessa nei confronti del suo assistito dalla Corte di appello di Firenze; la dichiarazione di
penale responsabilità dell’imputato riguarda un addebito di furto aggravato (di generi
alimentari, presso un supermercato).
Nell’interesse del ricorrente si lamentano violazione della legge penale e carenze

all’omesso riconoscimento dell’attenuante del danno patrimoniale di speciale
tenuità, esclusa malgrado il prezzo di acquisto della merce sottratta fosse pari a
circa 235,00 euro e senza alcuna indagine sulle condizioni economiche della
persona offesa;

alla negazione delle circostanze attenuanti generiche, espressamente invocate nei
motivi di appello.
Il ricorso deve ritenersi inammissibile.
In primis, si è più volte affermato che «la concessione della circostanza attenuante

del danno di speciale tenuità presuppone necessariamente che il pregiudizio cagionato sia
lievissimo, ossia di valore economico pressoché irrilevante» (Cass., Sez. V, n. 24003 del
14/01/2014, Lanzini, Rv 260201): caratteristiche che certamente non potevano
riscontrarsi nel caso di specie, visto il valore indicato dalla stessa difesa. Del resto,
l’ordinamento consente di valutare le condizioni economiche del soggetto passivo, ai fini
dell’applicazione dell’attenuante de qua, non già in presenza di persona abbiente, che
potrebbe risentire in termini trascurabili di una privazione economica per altri
significativa, bensì nella prospettiva opposta: consentendo, cioè, di escludere la
particolare tenuità della diminuzione patrimoniale quando il reato, pur produttivo di un
pregiudizio molto modesto, risulti comunque offensivo per una vittima particolarmente
disagiata.
Va altresì ricordato che «la sussistenza di circostanze attenuanti rilevanti ai fini
dell’art. 62-bis cod. pen. è oggetto di un giudizio di fatto e può essere esclusa dal giudice
con motivazione fondata sulle sole ragioni preponderanti della propria decisione, non
sindacabile in sede di legittimità, purché non contraddittoria e congruamente motivata,
neppure quando difetti di uno specifico apprezzamento per ciascuno dei pretesi fattori
attenuanti indicati nell’interesse dell’imputato» (Cass., Sez. VI, n. 42688 del 24/09/2008,
Caridi, Rv 242419). E’ stato anche affermato che «ai fini della concessione o del diniego
delle circostanze attenuanti generiche il giudice può limitarsi a prendere in esame, tra gli
elementi indicati dall’art. 133 cod. pen., quello che ritiene prevalente ed atto a
determinare o meno il riconoscimento del beneficio, sicché anche un solo elemento
attinente alla personalità del colpevole o all’entità del reato ed alle modalità di esecuzione
di esso può essere sufficiente in tal senso» (Cass., Sez. II, n. 3609 del 18/01/2011

motivazionali della sentenza impugnata, con riguardo:

Sermone, Rv 249163). Nel caso di specie, appare in linea con i principi appena illustrati
la decisione dei giudici di merito di tenere conto dei precedenti specifici dell’imputato, il
cui difensore – peraltro – non indica quali elementi positivi avrebbero dovuto fondare
determinazioni diverse.
Ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., segue la condanna del ricorrente al pagamento
delle spese del procedimento, nonché – ravvisandosi profili di colpa nella determinazione
della causa di inammissibilità, in quanto riconducibile alla sua volontà (v. Corte Cost.,
sent. n. 186 del 13/06/2000) – a versare in favore della Cassa delle Ammende la somma

P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso, e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di C 2.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 24/01/2018.

Il Consigliere estensore

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di C 2.000,00, così equitativamente stabilita in ragione dei motivi dedotti.

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