Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 21764 del 24/01/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 21764 Anno 2018
Presidente: MICCOLI GRAZIA
Relatore: MICHELI PAOLO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
MASTINI STEFANIA nato il 22/11/1989 a MANERBIO

avverso la sentenza del 20/12/2016 del TRIBUNALE di MILANO
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere PAOLO MICHELI;

Data Udienza: 24/01/2018

FATTO E DIRITTO

Il difensore di Stefania Mastini ricorre per cassazione avverso la pronuncia indicata
in epigrafe, emessa nei confronti (anche) della sua assistita, ex art. 444 del codice di rito,
dal Tribunale di Milano (con riguardo a un addebito di furto). La difesa deduc:e violazione
di legge, in quanto il giudice di merito non avrebbe applicato l’art. 62-bis cod. pen. nella

inoltre, avrebbe immotivatamente negato l’ulteriore attenuante di cui all’art. 52 n. 6 cod.
pen., spettante alla Mastini ed alla sua complice giacché il portafogli sottratto alla
persona offesa fu restituito a quest’ultima. Con atto depositato 1’08/02/2017, l’imputata
ha formalizzato una dichiarazione di rinuncia al ricorso.
L’impugnazione, ancor prima ed a prescindere dall’intervenuta rinuncia (non
riconducibile con certezza alla ricorrente, in assenza di autentiche della sua apparente
sottoscrizione), appare inammissibile.
E’ infatti necessario osservare che la motivazione contratta, avuto riguardo alla
speciale natura dell’accertamento in sede di sentenze ex art. 444 cod. proc. pen., deve
solo dare contezza della correttezza della qualificazione giuridica, dell’insussistenza di
cause di proscioglimento e della adeguatezza al caso di specie della pena oggetto
dell’accordo, tutti elementi che il giudice di merito, nel caso in esame, r sulta avere
analizzato. In ordine alla misura della pena, deve rilevarsi che il trattamento
sanzionatorio prospettato dalle parti rientra nei limiti legali, anche all’esito dela riduzione
dovuta al riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche (che ben può operare in
misura diversa tra la sanzione detentiva e quella pecuniaria); né avrebbe potuto
ravvisarsi un effettivo e spontaneo comportamento riparatorio della Mastini, limitatasi ad
ammettere le proprie responsabilità ed a consentire il recupero della refurtiva solo perché
arrestata in flagranza di reato.
Ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., segue la condanna dell’imputata al pagamento
delle spese del procedimento, nonché – ravvisandosi profili di colpa nella determinazione
della causa di inammissibilità, in quanto riconducibile alla sua volontà (v. Corte Cost.,
sent. n. 186 del 13/06/2000) – al versamento in favore della Cassa delle Ammende della
‘somma di C 2.000,00, così equitativamente stabilita in ragione dei motivi dedotti.

P. Q. M.

sua massima estensione, con riferimento alla riduzione operata sulla pena detentiva;

Dichiara inammissibile il ricorso, e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di € 2.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 24/01/2018.

Il Consigliere estensore

aolo Mich li

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA