Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 21686 del 28/02/2018


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 21686 Anno 2018
Presidente: VESSICHELLI MARIA
Relatore: SCARLINI ENRICO VITTORIO STANISLAO

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
IACOB IOAN SEBASTIAN nato il 05/11/1981

avverso la sentenza del 06/10/2015 della CORTE APPELLO di FIRENZE
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere ENRICO VITTORIO SCARLINI
Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore MARIO MARIA
STEFANO PINELLI
che ha concluso, per il capo B), annullamento senza rinvio perchè il fatto non è
previsto dalla legge come reato con rinvio per la rideterminazione del
trattamento sanzionatorio; rigetto del ricorso nel resto.
Udito il difensore

Data Udienza: 28/02/2018

RITENUTO IN FATTO

1 – Con sentenza del 6 ottobre 2015, la Corte di appello di Firenze
confermava la sentenza del locale Tribunale che aveva ritenuto Iacob Ioan
Sebastian colpevole del delitto di cui agli artt. 477 e 482 cod. pen., per avere
concorso nel formare una patente di guida falsa a suo nome, e della
contravvenzione prevista dall’art. 116 Cds.
In risposta all’unico motivo di appello, la Corte territoriale osservava che il

che il documento di abilitazione alla guida, per la sua fattura, poteva indurre
chiunque in errore, tanto che se ne era dovuta verificate la contraffazione, solo
così giungendo ad accertare la sua integrale falsità (anche il relazione al
supporto cartaceo, privo delle caratteristiche originali e delle microscritture di
sicurezza).
2 – Propone ricorso l’imputato, a mezzo del suo difensore, articolando le
proprie censure in tre motivi.
2 – 1 – Con il primo motivo deduce la violazione di legge, in relazione all’art.
116 Cds, posto che tale condotta era stata depenalizzata ai sensi del d. Igs. n. 8
del 15/01/2016.
Abrogazione a cui non doveva seguire la trasmissione degli atti al Prefetto
essendosi la contravvenzione, nel frattempo, prescritta.
2 – 2 – Con il secondo motivo lamenta la violazione di legge ed il vizio di
motivazione laddove la Corte non aveva riconosciuto che la contestata condotta
di falso era scriminata ai sensi dell’art. 49 cod. pen., consistendo in un reato
impossobile.
La Corte, infatti, aveva dapprima affermato che la mera visione della
patente aveva ingenerato in coloro che avevano proceduto al suo controllo dei
dubbi sulla sua autenticità per poi concludere che, invece, la sua falsità era
manifesta.
2 – 3 – Con il terzo motivo lamenta la mancata risposta al motivo di appello
relativo alla concessione della sospensione condizionale della pena.
Riconoscimento che non era impedito dalla misura della pena.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso promosso dall’imputato è fondato nei limiti che si preciseranno.
1 – Il primo motivo di ricorso è fondato.
Il reato previsto dall’art. 116 Cds, la guida senza patente, è stato
depenalizzato dall’art. 3 d. Igs. 15/01/2016 n. 8 e la sentenza impugnata va,
pertanto, annullata senza rinvio, in applicazione dell’art. 2, comma 2, cod. pen..
i

falso contestato non poteva definirsi grossolano, come ritenuto dalla difesa, visto

Va eliminata la relativa pena, pari a giorni due di reclusione, così che
residua, a carico del ricorrente, la sola sanzione di mesi due e giorni venti di
reclusione, inflitta in riferimento al delitto contestato al capo A della rubrica, il
falso relativo alla formazione della patente di guida.
In applicazione dell’art. 9, comma 1, del medesimo decreto legislativo, il
decorso del tempo, che avrebbe determinato l’estinzione per prescrizione
dell’indicata contravvenzione se non depenalizzata, impedisce la trasmissione
degli atti all’autorità amnninistrativa(v,C.curs 39<3431 10 ib - declaratoria di colpevolezza del prevenuto per il delitto di falso perché interamente versato in fatto e, come noto, questa Corte non può operare una "rilettura" degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione, la cui valutazione è, in via esclusiva, riservata al giudice di merito, non potendo integrare il vizio di legittimità la mera prospettazione di una diversa, e per il ricorrente più adeguata, valutazione delle risultanze processuali (per tutte: Sez. Un., 30/4-2/7/1997, n. 6402, Dessinnone, Rv. 207944; tra le più recenti: Sez. 4, n. 4842 del 02/12/2003 - 06/02/2004, Elia, Rv. 229369), e non potendo il ricorrente chiedere che si ricostruiscano i fatti di causa mediante criteri di valutazione diversi da quelli adottati dal giudice di merito, il quale, con motivazione esente da vizi logici e giuridici, ha esplicitato le ragioni del suo convincimento. La Corte territoriale, invero, muovendo dalla considerazione che il falso, per essere considerato grossolano, deve essere immediatamente riconoscibile a chiunque (ex plurimis Sez. 6, n. 18015 del 24/02/2015, Ambrosio, Rv. 263279), ha osservato che, nell'immediatezza, ai pur esperti operanti, era solo sorto il dubbio circa l'autenticità della patente di guida mostrata loro dal prevenuto, tanto che si era dovuto, poi, precedere ad una più accurata verifica, che ne aveva confermato l'integrale contraffazione. 3 - li terzo motivo di ricorso è fondato perché, a fronte dello specifico motivo di appello in cui si era censurato il mancato riconoscimento del beneficio della sospensione condizionale della pena, la Corte territoriale non aveva in alcun modo risposto, né, trattandosi di un giudizio di fatto la cui soluzione non appare evidente, alla luce degli atti presenti nel fascicolo trasmesso, questa Corte può supplire, decidendo direttamente sul punto. P.Q.M. Annulla senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla guida senza patente perché il fatto non è previsto dalla legge come reato ed elimina la relativa pena di giorni due di reclusione. 2 2 - E' inammissibile il secondo motivo di ricorso in cui si censura la Annulla la stessa sentenza con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Firenze, limitatamente al punto della sospensione condizionale della pena. Così deciso in Roma il 28 febbraio 2018.

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