Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 21669 del 16/02/2018


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 21669 Anno 2018
Presidente: VESSICHELLI MARIA
Relatore: SCORDAMAGLIA IRENE

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
PROCURATORE GENERALE PRESSO CORTE D’APPELLO DI L’AQUILA
nel procedimento a carico di:
EGBOBAWAYE FESTUS OSAMUYI nato il 03/02/1980

avverso la sentenza del 14/11/2016 del GIUDICE DI PACE di TERAMO
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere IRENE SCORDAMAGLIA
Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore MARIA
GIUSEPPINA FODARONI
che ha concluso per

Il Proc. Gen. conclude per l’annullamento con rinvio
Udito il difensore Psvv – , Ing/vvvv.,3,.)
Il difensore presente chiede la reiezione del ricorso.

Data Udienza: 16/02/2018

RITENUTO IN FATTO
1. Ricorre il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di appello di L’Aquila
avverso la sentenza del Giudice di pace di Teramo, in data 14 novembre 2016, che ha dichiarato
non doversi procedere nei confronti di Egbobawaye Festus Osamuyi per il reato, a lui ascritto, di
cui all’art. 582 cod. pen. perché estinto per remissione della querela, in quanto il querelante
Ogbomo Ade Azez, pur regolarmente citato a comparire in giudizio, rimanendo assente aveva
tacitamente espresso la propria volontà di non persistere nell’intenzione di perseguire il reato.

Giudice di pace ha posto a fondamento dell’assunta decisione liberatoria un’interpretazione della
norma rimasta sconfessata nella giurisprudenza di legittimità, la quale, nella sua espressione più
autorevole, si è espressa nel senso di ritenere che condizione imprescindibile affinché possa
operare la presunzione di avvenuta remissione di querela da parte della persona offesa è che la
stessa sia stata adeguatamente avvertita del fatto che la sua mancata comparizione all’udienza
sarebbe stata interpretata come fatto incompatibile con la volontà di persistere nella querela.

CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è fondato.
1. Le Sezioni Unite di questa Corte, infatti, con la sentenza n. 3166§„ del 23/06/2016,
Pastore, Rv. 267239, hanno stabilito che integra remissione tacita di querela la mancata
comparizione all’udienza dibattimentale del querelante previamente ed espressamente avvertito
dal giudice che l’eventuale sua assenza sarebbe stata interpretata come fatto incompatibile con
la volontà di persistere nella querela. Tale orientamento è fondato su una esegesi approfondita
delle norme rilevanti nella specie, sicché a tale orientamento il Collegio ritiene senz’altro di
aderire.
2.

Consegue a tanto la correttezza giuridica dell’impugnazione proposta, dovendosi

riconoscere – sulla base della disamina degli atti processuali – che la pronuncia di proscioglimento
è intervenuta senza che il querelante sia stato espressamente avvertito dal giudice che la sua
mancata comparizione al dibattimento sarebbe stata interpretata come manifestazione della
volontà di rimettere la querela.
3. Da ciò consegue l’annullamento della sentenza impugnata con rinvichal Giudice di pace
di Teramo per nuovo giudizio.

P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata con rinvio al Giudice di pace di Teramo per nuovo giudizio.
Così deciso il 16/02/2018.

2. A motivo del ricorso è addotta la violazione dell’art. 152, comma 2, cod. pen., giacché il

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